L’avversario – C’è Pasquale Marino per gestire il post ripescaggio

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La storia del Vicenza cambia improvvisamente il 29 agosto, alla soglia della nuova stagione. Dopo il terzo posto in Prima Divisione, i biancorossi la spuntano sul Pisa, principale antagonista nella corsa all’ammissione in cadetteria ritrovata dopo due stagioni. I veneti vedono spalancarsi tutto d’un tratto le porte del paradiso, con una squadra da rinforzare in fretta grazie alla proroga ottenuta sul mercato. Le difficoltà iniziali non sono mancate, con Giovanni Lopez silurato dopo undici giornate in cui aveva raggranellato dieci punti. Al suo posto Pasquale Marino, tecnico navigato reduce dalla delusione Pescara e che alla seconda opportunità ha riportato il sereno al “Menti”.

La squadra. L’organico è inevitabilmente cambiato rispetto alla passata stagione con innesti mirati in tutti i reparti. La difesa dei pali è stata nuovamente affidata all’esperienza del 37enne Nicolas Bremec, tornato in Veneto dopo la parentesi annuale con la Cremonese. Il suo vice è Mauro Vigorito, arrivato dalla vicina Venezia assieme al direttore generale Andrea Gazzoli.
In difesa, con capitan Camisa, Brighenti, Gentili, il neozelandese Edge ed il franco-tunisino El Hasni confermati in posizione centrale, l’asse fruttuoso con il Genoa ha consentito di blindare le fasce con il ghanese Moro Alhassan a sinistra e lo scuola Milan classe ’92 Mario Sampirisi. Le alternative sulle corsie laterali non mancano – anzi al momento sono vere e proprie prime scelte di Pasquale Marino – con lo juventino Pol Garcia a sinistra e l’ex Nocerina Laverone. La pattuglia di difensori centrali è stata rimpinguata con l’ingaggio di Figliomeni dal Latina.
Il centrocampo è stato rivoltato come un calzino con i soli Cinelli, Urso e Cinelli a godere della riconferma. Dal Palermo sono giunti in prestito Davide Di Gennaro e Ignacio Lores Varela (impiegato come esterno d’attacco), la Juventus ha ceduto il talento classe ’95 Matteo Gerbaudo, mentre Fabio Sciacca e Federico Moretti sono stati spediti anch’essi dalla Sicilia, sponda Catania. Con loro il gioiellino fatto in casa Giovanni Sbrissa (’96).
Il fiore all’occhiello della campagna acquisti in attacco è stato senza dubbio Antonino Ragusa, giunto dal Genoa ma fermato di recente da un grave infortunio al ginocchio. Le altre novità della linea offensiva sono l’austriaco Spiridonovic (ex uomo del tecnico dello Spezia Nenad Bjelica all’Austria Vienna, per lui anche un quarto d’ora in Champions League contro l’Atletico Madrid), e la punta sarda ex Albinoleffe e Verona Andrea Cocco, che faranno reparto con l’ex Foligno Giacomelli e Maritato. Ai box, invece, Gennaro Tutino. Il folletto classe ‘96 cresciuto nel Napoli ha rimediato ad agosto la rottura dei legamenti del ginocchio all’esordio in Tim Cup contro il Bassano ad agosto.

Il modulo. Il cambio di guardia in panchina ha innescato anche quello relativo modulo, avvenuto non in maniera drastica. Marino infatti ha congelato il 3-5-2 del suo predecessore nello spazio dei 90’ all’esordio con il Carpi, salvo rispolverare il suo 4-3-3 che ha fatto negli anni passati le fortune del Catania (guidato alla conquista della massima serie nella stagione 2005/2006 e poi condotto ad una brillante salvezza l’anno successivo). L’infortunio di Antonino Ragusa non è stato proprio un bel benvenuto per il tecnico siciliano che avrebbe potuto sfruttarne le doti tecniche nel tridente offensivo.

La curiosità. Pasquale Marino vanta un bilancio positivo nei precedenti contro l’Avellino e Massimo Rastelli. Nel campionato cadetto 2005/2006, infatti, l’allora tecnico del Catania vinse 2-0 all’andata e impattò 1-1 al ritorno in Irpinia con Rastelli nelle vesti di calciatore.

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