Missione salute donna: l’Irpinia della prevenzione si mobilita

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Avellino – “Missione salute donna”: questa mattina presso la Presidenza di palazzo Caracciolo è stato sottoscritto il Protocollo di intesa per il progetto di prevenzione femminile. Il Presidente della Provincia Alberta De Simone ha ricevuto il direttore dell’Asl Av 2 Roberto Landolfi, il presidente della Fondazione Amelio Sebastian Amelio, la dott.ssa Carmela Casullo del dipartimento materno infantile Asl Av2 , il dott. Onofrio Nargi direttore del dipartimento delle immagini Asl Av 2, il sindaco di Marzano Franco Addeo, il vice presidente della Comunità Montana Fancesco Iovino, il presidente del Piano sociale di Zona A5 Fancesco Soriello, le responsabili dell’Associazione Lotta Tumori Concetta Vallotto Romano e Maria Conte. Promotori dell’iniziativa sono stati i consiglieri provinciali Trifone Greco e Pasquale Bossone.

“Quali rappresentanti di questa parte del territorio irpino abbiamo voluto farci carico delle aspettative di tante persone – ha spiegato il consigliere Greco– Si tratta di un progetto importante che punta a trasformarsi in qualcosa di definitivo per tutti i comuni del Vallo di Lauro che hanno bisogno di riferimenti e di risposte concrete. Attivare una iniziativa del genere significa anche e soprattutto avviare una cultura della prevenzione tra quelle ragazze che rappresentano le donne del futuro”.

Non sono mancate parole di plauso da parte del Presidente Alberta De Simone: “La Provincia non farà mancare il suo sostegno a questa iniziativa che ritengo fondamentale nel discorso di crescita del territorio che abbiamo avviato come Amministrazione provinciale. Questo progetto ha una rilevanza ancora più importante perché realizza una sinergia tra i comuni del Vallo. La tutela delle donne è un impegno che va perseguito ed assicurato sempre”.

Il progetto prevede la realizzazione di un piano integrato di interventi di sensibilizzazione e pubblicizzazione a supporto e sostegno del programma di screening, promosso dall’Asl Av2 e rivolto principalmente alle donne del Vallo di Lauro. “L’Asl AV2 ha accettato con piacere di partecipare alla rete in quanto esempio concreto della integrazione socio sanitaria e attraverso il coinvolgimento di sindaci e comuni permette di realizzare l’intervento sanitario assicurando una equità dell’offerta di prestazioni anche nei distretti più periferici dell’Asl- ha detto il direttore Landolfi– La sinergia,inoltre, potenzia le risorse assegnate a singoli enti ai fini di una efficace prevenzione territorio”.

Dal prossimo mese di febbraio attraverso una unità mobile, annessa ad un ambulatorio, saranno assicurate indagini mammografiche e visite ginecologiche gratuite. Saranno invitate le donne dei comuni interessati e sarà avviato lo screening.
“L’obiettivo è quello di consolidare un modello di azione integrata a sostegno degli interventi sulla salute promossi dall’Asl attraverso il coinvolgimento attivo del terzo settore. Un modello che dovrebbe favorire il successo dell’iniziativa- ha spiegato il presidente della Fondazione Sebastian Amelio – e il nostro auspicio è quello di fare crescere l’attenzione delle istituzioni e della pubblica opinione sui temi della salute e nel caso specifico di superare nettamente la media di partecipazione delle donne a questo tipo i screening che attualmente si colloca intorno al 34 %”.
Il Progetto Missione Salute donna si inserisce nell’ambito degli interventi di educazione alla salute già promossi dalla Fondazione Amelio in rete con l’Asl e tutte le Istituzioni del territorio.

“La comunità montana è sensibile a questa tipo di iniziative- ha dichiarato il vice presidente della Comunità Montana Francesco Iovino– tanto che già da qualche anno abbiamo in convenzione con l’Asl uno studio di tipo epidemiologico sul territorio perché avevamo avuto la sensazione che qualcosa non andava. Infatti da un primo lavoro e da studi della Fondazione emerge che sul territorio le patologie tumorali sono abbastanza frequenti. Noi mettiamo a disposizione delle navette per il trasporto delle donne, anche di chi è diversamente abile presso l’unità mobile”.

“Come ALTS, il cui presidente è il dott. Giuseppe Bonagura, siamo operativi sul territorio nazionale da venti anni e dal 1993 abbiamo realizzato il camper donna- unità mobile di prevenzione che ci ha consentito di visitare circa quarantacinquemila donne. La nostra azione è quella di correggere i fattori di rischio definibili come “culturali” quali la disinformazione, l’abbandono dell’allattamento, il binomio cancro-morte,le terapie ormonali senza controllo medico,la non conoscenza delle metodiche di autopalpazione, la scarsa attenzione all’alimentazione, il rifiuto o l’abuso di approfondimenti diagnostici (mammografia, ecografia, ago aspirato, ecc…)”- ha concluso la vice presidente Liliana Dama.

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