L’analisi – Comi chiave di volta nella partita a scacchi di Rastelli

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Dulcis in fundo l’esame di maturità. Il successo ottenuto in rimonta ai danni del Livorno ha archiviato col botto il trittico di partite dal quale l’Avellino è uscito rinvigorito. Sette punti in sette giorni per la formazione di Rastelli che si è esibita in un altro ribaltone ricalcando la modalità Latina. Come al “Francioni”, infatti, un’ingenuità ha spalancato le porte al vantaggio dell’avversario che poi si è arreso al ritorno dei biancoverdi.
In avvio Rastelli ha sorpreso un po’ tutti con il 4-3-1-2. Pozzebon l’ha spuntata per comporre la coppia con Castaldo, mentre Soumarè ha rilevato Arini andando a posizionarsi tra le linee nel tentativo di tenere alta la linea del pressing. In realtà, durante la fase di non possesso, il modulo si è trasformato puntualmente in un 4-1-3-2 con il Livorno costretto ad agire soltanto di rimessa.
L’infortunio di Bittante ha messo il match in salita per i padroni di casa che in difesa, errore individuale a parte, hanno giocato un’altra signora partita. L’attacco invece è rimasto all’asciutto per tutto il primo tempo in cui le occasioni sono arrivate col contagocce, complice un Pozzebon in ombra all’esordio dal 1′ ed un Soumarè che ha morso il freno quando si è trattato di inventare la giocata dietro le punte.
La musica è cambiata a inizio ripresa, quando Rastelli ha attinto dalla panchina la risorsa Comi per scardinare la retroguardia amaranto. All’attaccante ex di Reggina, Novara e Lanciano sono bastati nove minuti per indirizzare sul destro fatato di Castaldo il pallone del pari. Premiata la sua tenacia e ancora una volta l’intuizione del suo allenatore che, riequilibrato il confronto, opta per il ritorno al 3-5-2 con l’inserimento di Arini per impossessarsi definitivamente della mediana.
Il Livorno cerca di mettere paura a Gomis con Galabinov che va a caccia del classico gol dell’ex ma alla fine il gol lo incassa assieme ai suoi compagni per mano di Comi, lesto a raccogliere l’invito di Zito con velo di Castaldo. È la rete che libera la gioia di mister ‘ci penso io dalla panchina’, che ha sofferto in silenzio ed esultato a voce alta per iniziare una nuova vita calcistica . La chiave di volta è ancora lui. Tanto Comi nel terzo ululato stagionale dei lupi, emesso con forza al termine di un’altra partita giocata sul filo della tattica. (@claudio_devito)

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