Che ci sarebbe stato da soffrire nell’anno della consacrazione in Serie B lo si sapeva, ma mai Rastelli e suoi avrebbero pensato di farlo in una maniera esagerata. Al “Francioni” di Latina l’Avellino ha giocato 100 minuti di puro agonismo, riversato in ogni contrasto, su ogni pallone. E’ emerso di nuovo lo spirito di una settimana fa quando, ridotti in dieci contro lo Spezia, i lupi si sono aggrappati al proprio orgoglio per portare a casa un punto. Ieri è arrivato il bottino pieno grazie ad una prova di personalità con la quale la squadra biancoverde ha letteralmente rovesciato l’inerzia del match.
Eppure l’inizio non era stato affatto facile. Falle sia sulla destra che sulla sinistra e in mezzo l’infortunio di Gomis che ha spalancato le porte al castigo dell’ex Sforzini. Sarebbe potuto essere l’inizio di una giornata da incubo, a giudicare dall’approccio molle di Castaldo e soci, ma trascorso il quarto d’ora di sfuriate nerazzurre, l’Avellino ha saputo riorganizzarsi ed attendere il proprio momento. Tradotto in parole povere: supremazia territoriale, nessun rischio ma soprattutto la mossa di Rastelli di conferire maggior peso all’attacco. L’ingresso di Comi per uno spaesato Arrighini ha avuto lo scopo di togliere l’ex Pontedera dall’imbarazzo di una partita non più congeniale alle sue caratteristiche e, di conseguenza, di mandare l’ariete milanista a fare sportellate con i marcantoni della difesa pontina. Detto fatto. Dopo una manciata di secondi, Esposito lo picchia duro guadagnandosi l’ammonizione. E’ il primo segnale di una presenza tangibile in area e che consente a Castaldo di svariare con un riferimento fisso là davanti. Sul taglio millimetrico di Schiavon per la magia del bomber di Giugliano, la difesa di casa sbanda, preoccupata di dover tenere a bada la boa Comi.
Il secondo tempo è stato un crescendo di convinzione e condizione atletica. L’avvicendamento Visconti-Zito ha offerto maggiore equilibrio tra le due fasi sulla corsia di sinistra. Meglio ancora poi se il laterale giunto dalla Cremonese si sia reso protagonista del punto decisivo marcato dalla sorpresa Vergara. L’ultimo cambio, Bittante per uno stremato Pisacane, ha creato i presupposti per il fortino a difesa del risultato e mai lontano dall’impostazione tattica rastelliana, ossia il 5-3-2.
Ciò che ha comunque colpito maggiormente nell’arco della gara è stata la padronanza del centrocampo, mai in palla come in questa occasione. Averla palesata contro una delle mediane più forti e assortite della categoria ha impreziosito il peso specifico del blitz in terra pontina. Il Latina è annegato nella diga Arini-Kone-Schiavon. L’ivoriano nello spot di play-maker è piaciuto, proprio come i lupi, famelici e ora pronti ad azzannare la prossima preda. (@claudio_devito)
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