Furono arrestati per usura ed estorsione ad ottobre 2012 dalla squadra mobile di Avellino. Michelangelo Angieri, ottantenne, ritenuto il capo del gruppo che prestava soldi ad interessi superiori al 100 per cento mensile, condannato ad otto anni di reclusione, oggi ai domiciliari. Insieme al leader, sono stati condannati anche Giuseppe Ferraro e Carmelo Sparano, rispettivamente a quattro e due anni. In separato procedimento, venne condannato a cinque anni e otto mesi anche un quarto componente del gruppo, Augusto Angieri, nipote del capo. Agli imputati, oltre alle accuse di usura ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, è stato anche contestato il reato di esercizio abusivo dell’attività finanziaria. In pratica, anche se prestavano soldi al tasso ordinario o legale, non erano abilitati a tale professione: svolgevano un’attività senza averne autorizzazione.
Redazione Irpinia
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