VD/Forestali esasperati in protesta:”Basta parole, vogliamo i fatti”

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La protesta degli operai forestali si fa sempre più tesa.
Questa mattina i lavoratori delle comunità montane, esasperati da una vertenza che non trova fine, sono scesi in piazza per manifestare contro una politica inconcludente che da circa quattro anni non riesce ad individuare una soluzione definitiva. Da mesi senza stipendio e senza una prospettiva di lavoro chiedono concretezza alle istituzioni, perché nonostante le promesse e gli incontri continui, i forestali non riescono ad intravedere la certezza di un futuro: “La soluzione è lontana, il governo regionale fa orecchie da mercante e le risorse non vengono erogate come dovrebbero – dichiara il forestale Antonello Alviggi – La Regione è inadempiente per 82 milioni di euro e nonostante siamo stati ricevuti più volte non c’è mai stato un punto di svolta”.
La rabbia dei lavoratori è indirizzata anche ai rappresentati della politica irpina, assenti al corteo che questa mattina si è snodato lungo le strade cittadine, sino alla Prefettura. “Non vedo D’Amelio, né Foglia, né Nappi – continua Alviggi – Spero che le persone che sono qui oggi in segno di protesta l’anno prossimo in occasione delle elezioni regionali se lo ricordino”.
La manifestazione di questa mattina apre una stagione di iniziative: “Sarà un autunno caldo – esordisce Carotenuto, segretario generale Flai Cgil – metteremo sotto assedio Napoli e il napolicentrismo. Oggi siamo ad Avellino, ma nei prossimi giorni manifesteremo a Benevento, Caserta e venerdì termineremo con una grande manifestazione a Napoli”.
La protesta si è conclusa sotto la Prefettura di Avellino dove le rappresentanze sindacali hanno incontrato il Prefetto Carlo Sessa per chiedergli di convocare subito un tavolo di concertazione con le istituzioni regionali, ma soprattutto con la deputazione irpina che si è mostrata assente di fronte alla vertenza dei forestali. “Basta con incontri che non servono niente: vogliamo lavoro, rispetto e il giusto salario. Caldoro e Nugnes ci hanno incontrato cento volte ma mai una soluzione concreta. Ora basta, manca un anno alle elezioni ma a questo punto Caldoro e Nugnes si dimettano perché non hanno le capacità – dice Raffaele Tangredi Fai Cisl”.
(di Rosa Iandiorio)

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