Da villa-bunker a maglificio: “Quindici sia esempio per il Paese”

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Avellino – Grazie all’impegno dell’associazione Libera la villa bunker dei Graziano a Quindici diventa il Maglificio 100 Quindici Passi. L’idea – che prende il nome dal lungometraggio di Marco Tullio Giordana (I cento passi) dedicato alla vita e all’omicidio di Peppino Impastato – è promosso d’intesa con l’Associazione “Libera” e la Cooperativa sociale “Oasiproject” e finanziato dalla “Fondazione con il Sud”, che prevede il riutilizzo ad uso sociale del bene confiscato alla criminalità organizzata nel Comune di Quindici. Stamane la presentazione del progetto in Prefettura dove hanno preso parte all’appuntamento – tra i vari – anche il procuratore Rosario Cantelmo, il Presidente della Commissione Regionale Beni Confiscati e Ecomafie Antonio Amato, il Prefetto di Avellino Carlo Sessa, il sindaco di Quindici Liberato Santaniello, il sindaco di Avellino Paolo Foti, il comandante delle Fiamme Gialle Costantino Catalano, il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Adinolfi, il presidente di Confindustria Campania Sabino Basso.
Il progetto prevede la riconversione del fabbricato e il cantiere potrebbe partire già in estate come ha spiegato Pasqualino Capoluongo, presidente della Cooperativa: “Il progetto di ristrutturazione vede le proprie basi da un fondo di 470mila euro. Sinora, sui terreni confiscati alle mafie si sono realizzate cooperative di tipo agricolo. Oggi diamo un segno tangibile ad una comunità che ha vissuto per anni un clima di paura e violenza, portando a Quindici qualcosa di nuovo, ovvero dignità e lavoro. I quindicesi si aspettano risposte serie perché vogliono sapere se questa cooperativa possa portare a termine il proprio lavoro. In questi due anni tanti non hanno fatto mancare il loro sostegno, tanti hanno sperato invece in una nostra sconfitta non comprendendo che a uscire sconfitto sarebbe solo lo Stato. La nostra esperienza credo possa essere da esempio per gli altri 26 beni confiscati in Irpinia”.

Così invece Antonio Amato: “Ora servono i fatti per non rendere vani gli eccellenti risultati conseguiti dalle forze dell’ordine. Gli esempi di ri-gestione dei beni confiscati sono ancora pochi perché spesso si preferisce ri-vendere quei beni. Ma questo deve costituire un fatto eccezionale, le istituzioni si devono impegnare in questo senso”.

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