A maggio i risultati ‘dossier’ Giovanni Palatucci

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“Mancano poche settimane. L’obiettivo è fugare le ombre su Giovanni Palatucci, lo Schindler d’Irpinia”. Ce lo spiega Gerardo Picardo, giornalista di origine irpine ma a Roma. “L’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane ha promosso ulteriori ricerche sull’opera di soccorso svolta da Palatucci, dopo le polemiche sull’ultimo questore reggente di Fiume, morto a Dachau nel 1945 e dichiarato nel 1990 Giusto delle Nazioni per l’opera di soccorso prestata agli ebrei. ”I lavori sono in corso. Abbiamo una grossa responsabilità, ma la limitiamo al solo terreno storico. Non siamo ‘valutatori di persone’, ma ricostruttori di fatti”, spiega lo storico Michele Sarfatti, direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (Cdec Onlus) di Milano, l’ente che su mandato dell’Ucei sovrintende le ricerche su Palatucci, riconosciuto dalla Chiesa servo di Dio.

”Per noi -sottolinea Sarfatti- è importante capire cosa è accaduto in tutti questi anni, mentre nel capitolo Palatucci è importante anche stabilire perché fu arrestato e deportato a Dachau. La sua deportazione rimane un atto criminale, ma vogliamo capire anche con quale classifica fu deportato. L’uccisione all’arrivo o per malattie e stenti e’ un elemento che permetterà di capire la sua vicenda di prigioniero dei nazisti. A fine aprile faremo il punto. Dopo questo, scriveremo una relazione conclusiva, elencando i punti che abbiamo approfondito”.

Intanto il Memoriale dell’Olocausto Yad Vashem di Gerusalemme, tramite il suo eminente membro della presidenza, David Cassuto, ha confermato a Giovanni Palatucci il titolo di ‘Giusto fra le Nazioni’. La notizia, di cui si è occupato anche l’Osservatore Romano, è stata data il 15 febbraio da ‘Avvenire’ con un articolo di Angelo Picariello dedicato all’intervista sul caso Palatucci rilasciata dallo scrittore e storico della Shoah Roberto Malini a Nazareno Giusti, per il quotidiano online ‘Lo Schermo’.
Intervista cui ha fatto seguito la lettera che Cassuto ha inviato a Malini, dopo aver letto le considerazioni dello scrittore milanese sul caso Palatucci. “Non c’è nessuna novità, o presunta tale, che giustifichi un processo di revisione del riconoscimento di Giusto fra le Nazionì conferito a Giovanni Palatucci il 12 settembre 1990”, ha affermato Cassuto nella sua missiva, sottolineando come nell’intervista a Malini “domande e risposte convincono pienamente dell’eroismo e della grandezza dei Palatucci”.

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