Sidigas, De Cesare smuove la nebbia: contro la Reyer è ora o mai più

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Avellino – Nulla da eccepire. Mediaticamente il doppio colpo in entrata della Scandone Avellino (Achara e Goldwire) ha – se non altro -restituito all’ambiente biancoverde (tifosi, addetti ai lavori e chi vi scrive) entusiasmo e freschezza, elementi che sembravano ormai perduti dopo la striscia di cinque sconfitte consecutive.
Sia chiaro, Avellino resta sotto esame: il momento ‘no’ dei ragazzi di Vitucci non è ancora finito e occorrerà invertire la rotta stasera quando al Del Mauro farà tappa la Reyer dell’ex coach Markovski. Ma alcuni piccoli dettagli (che necessariamente dovranno fare il paio con una grande prova contro i lagunari) lasciano intendere che quell’aria stagnante che ha pervaso lo spogliatoio biancoverde nell’ultimo mese e mezzo sia ormai un lontano ricordo.

Altra chiave di lettura non ci può essere. Magari saranno i fatti a smentire le premesse ma oggi, a poche ore dal “tip-off” tra Avellino e Venezia, dire (e scrivere) male della “beneamata” di casa nostra farebbe un torto a Gianandrea De Cesare, l’ad di Sidigas SpA (il main sponsor della Scandone). Il blitz dell’ingegnere al Palazzetto a margine della presentazione dei due nuovi giocatori della Scandone è stato significativo e rappresenta il segnale che tutti aspettavano. Anche qui, va sottolineato che De Cesare (e Sidigas SpA) – cui, per inciso, va il merito di aver risollevato le sorti di una società che era sull’orlo del baratro – c’è sempre stato, ieri come oggi, corretto e pacato, nonostante le critiche anche ingiuste che gli arrivavano addosso. E’ vero, (per sua stessa ammissione) non ha mai amato il palco e i riflettori della scena, e questo – forse in controtendenza con gli anni passati – non può che rappresentare un bene per tutta la squadra. Da amministratore d’azienda ama guardare al sodo e la sua visione di futuro, il suo pragmatismo, vuole trasferirli all’intero sodalizio biancoverde, ai tifosi, alla città capoluogo e alla provincia – lui che irpino di nascita proprio non lo è – pensando al domani che può tornare splendido anche senza dove vivere la nostalgia di chi la fa pesare la sua merce.

Ovvio, a guardare la classifica, è evidente la discrepanza tra aspettative e risultati. Ma l’ulteriore sacrificio effettuato dalla proprietà può giustificare un rinnovato ottimismo. Infortuni d’ogni sorta permettendo, Venezia e Bologna in casa sono alla portata di Avellino, così come le ultime due avversarie (a Montegranaro e in casa con Reggio Emilia); nel mezzo le battistrada Brindisi e Milano appaiono ancora uno scalino sopra i biancoverdi che potranno concedersi al massimo un altro passo falso nelle ultime 6 giornate. Le possibilità di agganciare il treno playoff sono dunque ancora lì; d’altra parte, se è vero come è vero che eravamo in tanti lo scorso anno a credere nel miracolo, non c’è motivo alcuno di guardare oggi al bicchiere mezzo vuoto.

Antonio Pirolo
@antopirolo

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