L’Avellino sfata finalmente il tabù casalingo e festeggia la prima vittoria del 2014 al “Partenio-Lombardi”. La zampata di Castaldo ha rotto l’incantesimo sui biancoverdi che si rilanciano in zona play-off. Massimo Rastelli può tirare un sospiro di sollievo e analizzare il sofferto successo ai danni del Cittadella: “Solo chi non ha giocato a calcio non può capire queste partite – esordisce – Mi aspettavo una partita del genere, la terza in una settimana. A Carpi abbiamo giocato 70 minuti in dieci e alcuni elementi non erano al meglio. È andata come volevo. La squadra ha interpretato la gara nel migliore dei modi. Dopo il gol ci siamo sbloccati, ma non è stato affatto facile. Temevo che il Cittadella potesse bloccarci nel primo tempo. Poi ci siamo sciolti costruendo anche altre palle gol”. Poi il duro sfogo: “Peccato per i cori che i ragazzi non meritano. Ci vorrebbe maggiore equilibrio nelle valutazioni. C’è qualcosa che mi sfugge. Forse oggi siamo salvi e possiamo regalare un sogno a tutti, ma non possiamo farlo in queste condizioni. Se si fischia, lo si fa al 90′”. Poi apprende della tensione all’uscita dello stadio, dovuta al mancato saluto della squadra al termine del match sotto la curva sud: “Prendiamo atto della contestazione, sarà la società a valutare il da farsi. Non è un clima positivo. Così non si va da nessuna parte”. (Claudio De Vito)
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