L’ex portiere Fumagalli: “Sarei rimasto ad Avellino un altro anno”

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Da “Il Biancoverde” n. 28 del 21/03/2014

Ha vestito le casacche di: Fiorenzuola, Fanfulla, Messina, Teramo, Melfi, Valenzana, Marcianise e Juve Stabia. Il 14 luglio del 2011 il portiere Ermanno Fumagalli si accasa all’Avellino, in Prima Divisione. 33 presenze per l’estremo difensore bergamasco che si fa ben volere dall’intera piazza biancoverde. Con i lupi anche nella stagione successiva, colleziona 19 presenze e contribuisce alla promozione degli irpini in Serie B. Lo scorso luglio, poi, viene ceduto alla Casertana, in Lega Pro Seconda Divisione. Ma il ‘gatto Fuma’ conserva di Avellino un ottimo ricordo. Un palcoscenico prestigioso, dal caldo pubblico, che difficilmente si dimentica.

Ti aspettavi che l’Avellino disputasse un campionato così esaltante?
“Personalmente pensavo facesse un buon campionato, ma non a questi livelli. Sono sincero. E’ stato strepitoso il girone di andata, in particolare, ove i lupi hanno fatto qualcosa di davvero straordinario. Nella seconda fase del torneo, hanno incontrato delle difficoltà, soprattutto a livello arbitrale. Molte gare sono state condizionate da sviste arbitrali, altre da pareggi – beffa all’ultimo minuto. Tutto sommato, però, i biancoverdi hanno dimostrato e dimostreranno, con le prestazioni, di essere duri a morire. Hanno una forte personalità e gran carattere. Sono sicuro che la squadra uscirà presto da questo monetaccio e disputerà un grandissimo campionato, arrivando a giocarsi qualcosa di veramente importante”.

Momenti no che nel calcio possono starci…
“Purtroppo sì, d’altronde il calcio è fatto di episodi. Ci sono delle partite, vedi sabato a Bari, dove meriteresti di vincere; tiri dieci volte in porta e la palla non entra ed altre in cui fai gol su di un’unica occasione. Certo, un pizzico di fortuna, non guasta mai ma l’Avellino vanta dei giocatori, in avanti, come Castaldo e Galabinov che fanno la differenza. Sono sicuro contribuiranno alla risoluzione delle recenti contrarietà”.

Qual è l’arma vincente dell’Avellino targato Rastelli?
“Come per lo scorso anno, credo sia la compattezza del gruppo. I nuovi giocatori si sono ben integrati grazie all’intelligenza dei vecchi. Quando si ottengono risultati importanti, d’altronde, vuol dire che si va tutti nella stessa direzione e che nello spogliatoio regna un clima di grande serenità. Solo così si può lavorare bene e si possono raggiungere traguardi notevoli. Il mister sta facendo grandi cose. La società anche. C’è, a mio avviso, il giusto mix di ingredienti per il raggiungimento degli obiettivi prefissati ad inizio stagione”.

Obiettivo che ad inizio stagione era rappresentato unicamente dalla salvezza…
“Per la salvezza, effettivamente, mancano pochissimi punti. Io credo che il traguardo minimo di questa squadra siano i play off. L’Avellino ha qualcosa in più rispetto ad altre squadre del torneo di B. Non si può negare. È un dato di fatto pure che ha un pubblico da fare invidia. I tifosi biancoverdi sono il dodicesimo uomo in campo e quando vogliono farti vincere, con il loro calore ed il loro apporto, ci riescono”.

Le emozioni che Avellino ti ha regalato…
“Conservo tantissimi ricordi di questa meravigliosa piazza, dalla vittoria a Benevento alla festa promozione di ritorno da Catanzaro. Ma, a dire il vero, c’è anche un po’ di rammarico. Avrei voluto rimanere in Irpinia almeno un altro anno dalla tragedia che mi ha colpito a livello familiare. Ho attraversato un periodo davvero buio ed avrei voluto essere capito di più anche se mi rendo conto che il calcio va avanti e non sempre ti riserva delle chance per poterti riscattare quando sei in ripresa”.

Hai mantenuto i contatti con i tuoi ex compagni di squadra?
“Sì, con Fabbro, Zappacosta, Castaldo. Sono stati dei meravigliosi compagni di viaggio. Ora, con me, c’è Gigi Pezzella. Giochiamo insieme da quattro anni e dove andiamo, vinciamo. Speriamo, anche quest’anno, di conseguire risultati importanti”.(Anna Vecchione)

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