“Riforma delle Comunità montane in Unioni Montane dei Comuni, riordino ordinamentale, territoriale e funzionale” all’ordine del giorno della seduta di Consiglio Regionale del 31 marzo.
La proposta di legge è frutto dell’esame abbinato delle proposte di legge a firma dei consiglieri del Pd Donato Pica, Umberto del Basso De Caro, già consigliere regionale e oggi Sottosegretario di Stato, Rosa D’Amelio e Giuseppe Russo; e di Pietro Foglia (Ncd), Luigi Cobellis (Udc), Eva Longo (FC), già consigliere regionale e oggi Senatrice della Repubblica Italiana, Massimo Grimaldi (Caldoro Presidente), Gennaro Oliviero (Pse) e Angelo Consoli (Udc).
La proposta di legge, approvata all’unanimità dalle Commissioni permanenti I e VIII, persegue l’obiettivo di procedere al riassetto dei livelli di governo del sistema delle Autonomie locali della Campania, individuando negli enti territoriali i destinatari delle funzioni che non necessitano di unitario esercizio a livello regionale. Essa definisce gli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni fondamentali sulla base di ambiti territoriali omogenei: le Unioni dei Comuni Montani; le Unioni di Comuni; i Comuni capoluogo di provincia ovvero le Città Metropolitane; i Comuni con un numero di abitanti superiore a 100.000. In tale ottica, la Regione Campania adotta il programma di riordino territoriale previa acquisizione del parere del Consiglio delle Autonomie locali ovvero della Conferenza Permanente Regioni-Autonomie locali in caso di mancata costituzione del Consiglio. Le Comunità Montane della Campania, esistenti alla data di entrata in vigore della proposta di legge, si trasformano in Unioni dei Comuni Montani che esercitano funzioni proprie e funzioni delegate, comprese le funzioni comunali esercitate in forme associate per conto dei Comuni che le costituiscono. Le Unioni di Comuni Montani vengono chiamate a gestire il patrimonio agro-forestale trasferito dalla Regione ai Comuni esercitando la relativa funzione in modo unitario e complessivo sulla base di specifici accordi stipulati con i Comuni destinatari nel rispetto della normativa vigente e degli indirizzi dettati dalla Giunta regionale.
Per la realizzazione dei piani e dei programmi e per ogni altro intervento riconducibile alle mansioni previste dal Contratto collettivo nazionale di lavoro e dal Contratto integrativo regionale per i lavoratori addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, impiegano manodopera forestale nel rispetto della relativa disciplina contrattuale. In materia di personale, il progetto di legge prevede, altresì, che le Unioni di Comuni Montani acquisiscono il personale di ruolo a tempo indeterminato incardinato nelle Comunità Montane alle quali subentrano.
Infine, per quanto riguarda la disciplina transitoria, si prevede che, fino alla approvazione dello Statuto delle Unioni dei Comuni Montani, il Consiglio generale è composto dai Sindaci dei Comuni partecipanti o dai loro delegati, scelti dai Sindaci tra gli assessori e i consiglieri dei rispettivi Comuni e che, decorsi novanta giorni dalla entrata in vigore della legge, gli organi delle preesistenti Comunità Montane decadono. Relatori in Assemblea, sono, per la maggioranza, il Presidente della VIII Commissione Pietro Foglia (Ncd) e, per la minoranza, il consigliere Donato Pica (Pd).
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