Una comunità intera si è stretta intorno alle famiglie che piangono la morte del 34enne Carmine Gallo, ucciso dal fratello Vincenzo in un momento di raptus la settimana scorsa. La Chiesa di San Nicola a Monteforte era gremita di gente, molti sono dovuti restare all’esterno. Nelle prime fila la mamma, il fratello più piccolo e i parenti più stretti compresa la moglie di Vincenzo. La funzione religiosa è stata officiata da Don Antonio Testa: “Nessuno giudichi l’accaduto. Nessuna parola di accusa. Ora solo amore e preghiera per questa famiglia”. Una situazione difficile, terribile, a dimostrazione che tra i due fratelli i rapporti erano buoni e quella notte così cruenta nessuno se la sarebbe mai aspettata.
Redazione Irpinia
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