Avellino – Padre Zanotelli: “Non vogliamo Spa sull’acqua”

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Avellino – In sciopero per la fame sui rifiuti e convinto sostenitore del fatto che l’acqua non sia una merce ma “un diritto naturale intoccabile”, Padre Alex Zanotelli ha fatto tappa ieri in città per l’appuntamento organizzato dalla Diocesi di Avellino presso il Salone del Palazzo Vescovile. Dopo il saluto del Vescovo di Avellino, Francesco Marino (tra il pubblico anche Salvatore Carnevale, esponente Ato 2, Sabino Aquino, idrogeologo nonché presidente del Parco dei Picentini e l’ex presidente Ato 1, Lello De Stefano), il missionario comboniano, da tempo impegnato in battaglie civili, va subito al punto, anzi ai punti ‘dolenti’: emergenza rifiuti e gestione del bene acqua. Contrario alla politica dell’inceneritore, il suo è un appello che va oltre: “I rifiuti vanno gestiti con la raccolta differenziata, non si può pensare ad altra soluzione”, spiega. E ancora: “Gli inceneritori li vogliono gli industriali per far soldi: bisogna mobilitarsi per evitare un’altra catastrofe ambientale e sanitaria come quella dell’amianto”, ha dichiarato presso la sede vescovile di Piazza Libertà. Per Padre Zanotelli i rifiuti rappresentano poi: “Una fonte di risparmio energetico e di occupazione per i giovani”. Di qui l’appello: “Imploro le istituzioni affinchè organizzino un incontro aperto per informare la cittadinanza sulle conseguenze degli inceneritori”. Il religioso non ha peli sulla lingua nemmeno quando parla della situazione locale delle risorse idriche di fronte alle presunte “minacce di una malaugurata privatizzazione”. Un intervento, il suo, dal messaggio chiaro e inequivocabile che riprende le osservazioni dell’Arcivescovo di Messina, Marra: “Non vogliamo Spa. L’acqua deve rimanere gestita dai Comuni organizzati in società pubblica”. E ancora: “E’ un salto di qualità che chiediamo a tutti. L’acqua non l’hanno fatta le multinazionali, è un dono di Dio. Incomincia a scarseggiare anche qui, dove è fonte di grande ricchezza”. Padre Alex è fornito di dati a riguardo: “Solo il 3 per cento dell’acqua che c’è al mondo è potabile. Di questa il 2.70 per cento è usata dall’agricoltura industriale. Il 20 per cento del mondo ricco consuma l’87 per cento delle risorse idriche. 1 miliardo e 400 milioni di poveri non hanno accesso all’acqua. Secondo stime recenti, diventeranno 3 miliardi fra vent’anni. Su questo 0.30 per cento dell’acqua rimanente c’è poi l’effetto serra, il fenomeno che porta al surriscaldamento del pianeta”. Ecco perché: “Le multinazionali stanno mettendo mano sulle fonti idriche e ci vendono l’acqua minerale…”. Insomma, il battagliero sacerdote sostiene che il trend futuro relativamente al consumo di acqua sarà presto: “Chi ha soldi potrà bere”. Per questo, l’impegno per l’acqua: “E’ un impegno per la democrazia. E per questo ritengo così preziosa la vittoria a Napoli (Ato 2, ndr). La speranza viene dal basso”. (di Antonietta Miceli)

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