Aggredito a Milano, Festa: “Attendo ancora giustizia”

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Fu pestato selvaggiamente a Milano due anni e mezzo fa, ma Carmine Maurizio Festa, 38 anni di Avellino e dipendente dell’Agenzia delle Entrate attende ancora giustizia.

L’indagine va avanti, ma il suo corso naturale salvo clamorose svolte potrebbe portare all’archiviazione. Festa in una intervista alla pagina milanese del Corriere della Sera fa un appello a carabinieri e Procura: “Sapere che sia in carcere chi ha cercato di uccidermi non mi risarcirà dell’indicibile sofferenza che ho provato e che provo, ma attenuerà la vergogna di vivere in un Paese nel quale la violenza e l’indifferenza, nelle strade come nei Palazzi, hanno reso possibili questi fatti”. Sono state indagini serrate, con l’individuazione di un profilo genetico che al momento non indirizza verso nessuno. Ecco il motivo della relativa inutilità del profilo genetico, ricostruito attraverso le tracce di sangue rimaste sulla bottiglia di vetro, rotta e usata come arma contro Festa. L’autore è uno incensurato. Quindi non risulta negli archivi delle Forze dell’Ordine. Fu aggredito reo di aver palpato il fondoschiena di una ragazza.
Festa rimase impietrito rispetto ad una accusa simile e scoppiò il litigio. “Uno mi ficcò una mano in bocca, a ricacciarmi in gola le parole. Poi prese la bottiglia che gli aveva dato un complice, la spezzò sul collo del mio amico sfregiandolo e cercò di sgozzare me”.

Ma dalle successive indagini nessun riscontro.

Festa non nasconde la propria delusione per come “sono state condotte le indagini”. Ma forse sbaglia: in viale Gorizia non tutti collaborarono, qualcuno vide con nitidezza e non lo disse, qualcuno sapeva e si fece i fatti propri. A un sacco di persone vennero mostrati gli album fotografici di possibili sospettati: zero risultati. Festa ricorda un particolare: “C’era un ragazzo che anziché aiutarmi filmava la scena, come se nulla fosse, con un cellulare”.

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