Solofra, i conciatori contro Vignola: “Riaprire subito i pozzi”

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Avellino – I conciatori di Solofra chiamano il Prefetto di Avellino: è necessaria una unica cabina di regia che coordini tutti gli Enti coinvolti nella ‘querelle’ dell’acqua inquinata nella città della concia, pena il danneggiamento dell’intero sistema produttivo del distretto e il possibile disastro ambientale. Questo è quanto emerso dalla conferenza stampa convocata stamane in Confindustria alla quale hanno preso parte Michele De Maio dell’Unic, Maurizio Buonanno dell’Api Confapi, Angelo Sari e Rosanna D’Archi di Confindustria, Lucio Fierro della Cna. Numerosa anche la rappresentanza dei conciatori presenti, i quali hanno espresso profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in questi giorni nel polo industriale di Solofra.
La loro posizione è piuttosto chiara: “I pozzi vanno riaperti poiché l’emungimento dell’acqua per usi industriali non solo non rappresenta un pericolo di nessun tipo ma è utile contributo alla riduzione della presenza del tetracloroetilene dalla falda”. Il parere dei conciatori si basa sulla perizia stilata dalla Stazione Sperimentale Pelli che è l’organismo tecnico specifico per la materia.

Ad oggi sono venti i pozzi (circa il 10% del totale) per cui è scattata la sospensiva in seguito all’ordinanza sindacale emanata dal sindaco Michele Vignola. “Siamo molto preoccupati sia per la nostra salute che per la tenuta produttiva dell’area industriale – ha spiegato Fierro – Siamo convinti che però non vi sia alcun contrasto in materia poiché secondo i nostri pareri questa sostanza inquinante nel ciclo della lavorazione delle pelli non rappresenta alcun pericolo per la popolazione”.

Ma sono proprio le iniziative assunte dall’amministrazione comunale a finire nel mirino della critica degli industriali: “Subito dopo i risultati delle prime analisi – ha affermato Sari – abbiamo avuto modo di parlare col sindaco ma in effetti non c’è stato un confronto vero e proprio, o comunque costruttivo. Mi auguro che si stia muovendo nella giusta direzione: non vorrei che si arrivasse a un conflitto di posizione anche perché l’aumentare delle chiusure dei pozzi ‘alterati’ potrebbe determinare un inquinamento di quelli sani”.
“Il Comune è titolato ad assumere tutte le iniziative utili al caso e non ha obblighi per regolare il proprio calendario appuntamenti – ha spiegato Fierro in relazione al vertice tecnico parallelo che Vignola ha convocato sempre in mattinata a Solofra – Ma bisogna evitare lo scontro tra gli Enti preposti e le associazioni. Ecco perché chiediamo una unica cabina di regia”.

Class action. A margine della conferenza stampa, Buonanno dell’Api Confapi ha avanzato al tavolo la proposta di una ‘class action’ contro il Comune di Solofra perché – ha spiegato – “… le iniziative poste in essere sinora dall’amministrazione hanno danneggiato i conciatori, costringendoli ad ulteriori esborsi, minacciando così le commesse. Ma al momento vogliamo dialogare e collaborare con le istituzioni, non vogliamo nessuna guerra”.

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