Calcio Avellino, De Vito: “Rifiuto i mercati fallimentari”

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Da “Il Biancoverde” n. 23 del 14/02/2014

E’ un eterno scaramantico ma pure un dirigente razionale, prudente ed oculato. Il Direttore Tecnico dell’Avellino Enzo De Vito, da pochi giorni divenuto papà della piccola Felicia, sa bene che il campionato di Serie B presenta non pochi intoppi ed insidie. Il girone di andata dei lupi, tuttavia, è andato oltre le aspettative e fa ben sperare perchè ciò che si è seminato fino ad oggi, deve essere ancora raccolto interamente. Il dirigente avellinese si dice soddisfatto del mercato di gennaio e confessa di non amare le spese folli, quelle che spesso, dissestano i bilanci delle società e non sempre portano i frutti sperati.

Direttore è soddisfatto di questa prima fase del campionato?
“Sinceramente, credo che l’Avellino abbia disputato un girone di andata sopra le righe. Non ci aspettavamo di arrivare così in alto in classifica e conquistare tanti punti. Abbiamo raggiunto dei risultati veramente importanti anche se il nostro primo step resta il traguardo dei 50 punti. Di questa prima fase del campionato, oltre che della grinta e della determinazione impiegata dall’intera squadra, sono contento dei giovani neofiti di questa categoria. E mi riferisco, ovviamente, anche alla loro valorizzazione. La Serie B è una vetrina prestigiosa per questi talenti sui quali la società punta e crede fermamente”.

Si aspettava di più da qualcuno dei giocatori? Chi, invece, l’ha stupita?
“Beh, inutile negare che da alcuni mi aspettavo qualcosa in più ma credo anche ci siano state delle difficoltà oggettive che, fortunatamente, si stanno superando con il tempo. Il cammino è lungo. La Serie B è un campionato continuato ed estenuante dunque, mi auguro che la qualità e la quantità di questi ultimi, emerga, prima o poi. Non mi ha stupito qualcuno in particolare, ma l’intero pacchetto di giovani, ripeto, che ha mostrato di avere testa e gamba per la categoria. Mancano ancora tante partite, ora tutta la squadra deve riconfermarsi con umiltà e concentrazione perché nel calcio ci si ricorda sempre delle ultime cose, mai delle prime”.

Soddisfatto del mercato di gennaio?
“Abbiamo cercato di mettere a disposizione dell’allenatore giocatori unicamente al fine di integrare la rosa. Finchè farò questo lavoro, opterò per mercati di integrazione e mai di rifondazione. Gli equilibri vanno mantenuti. E gli spogliatoi non vanno smantellati. La società biancoverde non ha probelmi di budget o disponibilità economica. Il sottoscritto non ama partecipare ai mercati fallimentari. Pensiamo a lavorare per il futuro, partendo già dal prossimo anno e cercando di mantenere la categoria”.

Dei 25 giocatori di cui l’Avellino dispone, c’è qualcuno che non rientra nei piani di mister Rastelli per il girone di ritorno?
“Assolutamente no. Tutti gli uomini a nostra disposizione saranno utili e pronti per meglio affrontare il girone di ritorno. Massima fiducia a tutti i 25 calciatori biancoverdi anche se, si sa, solo venti andranno in panchina. Nessuno è escluso e tutti potranno essere produttivi ai fini di infortuni e squalifiche. Poi, starà al mister farli sentire parte integrante del progetto”.

Manca poco, ormai, ai famosi 50 punti. Dove arriverà questo Avellino e quale sarà la sua arma vincente?
“Non per andare in contrapposizione con ciò che dichiara il presidente Taccone, ma pensiamo a raggiungere, il prima possibile, 48-50 punti. Poi potremmo ‘gettare la maschera’ ed annullare gli alibi. Sia io che il mister. L’esperienza mi insegna che solo dopo aver raggiunto la matematica salvezza si possono pianificare nuovi traguardi. Pertanto, continuiamo a lavorare senza fare confusione. Solo così potremmo rientrare nella griglia play off e giocarci le gare in maniera spensierata. L’arma vincente? La nostra solida società ed il nostro encomiabile pubblico”.
di Anna Vecchione

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