“In un momento politico così difficile il cui contesto è sicuramente depressivo, la scarsa partecipazione non coinvolge solo Avellino e provincia, ma tutta l’Italia. Pertanto, è errato sostenere che il senatore De Luca non abbia capacità di mobilitazione, nè tantomeno si può mettere in discussione il suo ruolo di riferimento. Il dato da dover valutare non è solo quello cittadino in quanto le primarie svolte il 16 di febbraio non sono state le primarie della città, ma dell’intera provincia”. E’ questo il commento di Michele Langastro all’indomani delle primarie del Partito Democratico.
“Sbagliato è, dunque, cercare di strumentalizzare il risultato ottenuto. Bisogna, inoltre, ricordare a tutti che nonostante il senatore non fosse personalmente candidato, si è speso, come in ogni competizione, garantendo un buon risultato, ed è inconcepibile dover mettere in discussione il suo ruolo di riferimento ogni qualvolta si svolgono le primarie. Forse, maggiore attenzione e qualche critica in più andrebbe mossa nei confronti di Festa e di Petitto che si sono tirati fuori dalla competizione prendendo le distanze dal risultato ottenuto, dimostrando apertamente una mancanza di responsabilità e quindi non nei confronti di chi la propria appartenenza, diligenza e coerenza la dimostra in ogni competizione che viene svolta sul territorio. A tal riguardo significativo è il dato di Bonito che dimostra chiaramente il loro totale disimpegno e disinteresse. Non si può essere solidali solo a parole, ma votando ed impegnandosi”.
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