Regione – La Sanità perde 705milioni di euro, le bordate di D’Ercole

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Regione – La Sanità perde 705 milioni di euro. Ad annunciarlo è stato il vice premier Francesco Rutelli. Il motivo? La Regione non è riuscita a presentare in tempo i progetti. Una cifra che costituisce la metà del deficit sanitario regionale. Il tutto sarebbe dovuto servire a realizzare la ristrutturazione dei nosocomi campani. Non demorde l’assessore alla Sanità Angelo Montemarano che spiega l’impegno profuso. “Abbiamo lavorato molto ma siamo riusciti a presentare il 35 per cento dei progetti. Dal primo gennaio 2007 ci verranno restituiti e li useremo per progetti nuovi”. Ma ad attaccare senza mezzi termini ci pensa il consigliere regionale di Alleanza Nazionale Franco D’Ercole. “Indigna, dispiace, ma non meraviglia. Non è che la conferma ufficiale di quanto noi andiamo denunciando da tempo. Purtroppo la musica che sentiamo è sempre la stessa. Continuiamo a perdere le risorse destinate allo sviluppo, siano esse di provenienza europea che nazionali, perché non esistono progetti su cui investire. E se in Campania tutto andasse per il meglio, potremmo anche capirlo, ma sappiamo bene che non è così. E proprio la difficile – e solo per carità di patria, non dico drammatica – condizione congiunturale in cui la nostra regione si trova costretta a vivere fa apparire ancora più grave quest’incapacità progettuale che rappresenta la nota saliente e caratterizzante della Giunta Bassolino da 7 anni a questa parte”. Intanto “mentre perdiamo questi altri 705milioni, lo sfascio della sanità campana continua. E non mi riferisco soltanto alla montagna dei debiti del comparto che continua a crescere, nonostante le tante addizionali sull’Irap, sul bollo auto e sulla benzina, decise per farvi fronte; mentre le aziende convenzionate (farmacie, laboratori, cliniche, ecc.) rischiano di chiudere perché la Regione è in ritardo di ‘qualche anno’ nella liquidazione dei rimborsi dovuti per le loro prestazioni; ma mi riferisco anche alla qualità del servizio offerto all’utenza, anche in conseguenza del degrado in cui versa la stragrande maggioranza delle strutture e penso ai vantaggi che avremmo potuto ricavare se: la maggioranza di centrosinistra, anziché continuare a litigare per mere questioni di bottega, di moltiplicare a dismisura – pur in assenza delle strutture indispensabili a farli lavorare – il numero di primari e dirigenti ospedalieri e di rifiutare qualsiasi confronto concreto sulla questione, avesse reso possibile la discussione e l’approvazione del piano ospedaliero di cui in Campania si parla ormai da tempo immemorabile. Se lo avessero fatto non avremmo perso i 705milioni di euro appena revocatici dal governo e la qualità del servizio sanitario sarebbe certamente migliore. Anche in considerazione dei punti di eccellenza sanitaria che nella nostra regione non mancano”. “E sono questi – ha concluso D’Ercole – allarmi che Alleanza Nazionale e l’opposizione stanno lanciando da tempo. Ma Bassolino, Montemarano & c., da quest’orecchio continuano ad essere sordi”.

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