S. Martino, una donazione per il restauro del pavimento della Chiesa

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S. Martino – Ernesto Franco ha donato a memoria del figlio Giovanni prematuramente scomparso, l’intero costo del restauro del pavimento della Chiesa di San Giovanni Battista di San Martino Valle Caudina. La famiglia Franco, originaria di San Martino Valle Caudina, una delle tante emigrate in Australia e che hanno fatto grande e prospera quella Nazione, ma che non ha mai rescisso il legame con l’Italia e con San Martino, ancora una volta testimonia e sottolinea questo legame con una donazione di 25mila euro.
In estate il Consiglio Comunale all’unanimità conferì la cittadinanza onoraria al sig. Mario Franco, fratello di Ernesto e l’Assessore Petecca durante la seduta lesse la sua, emozionante ed emozionata lettera di ringraziamento con la quale si impegnava, tra l’altro, a contribuire a promuovere iniziative di ampio respiro culturale e per i giovani sammartinesi con una donazione annua di 15000 euro per dieci anni. Le modalità del contributo e le finalità sono state definite tra lo stesso Ernesto, il Sindaco, l’arch. Petecca e don Salvatore.

Il pavimento fatto a mano, in cotto e smaltatura, sarà realizzato con disegno e fattura identici a quello attualmente posato in opera risalente al restauro del ‘600 voluto dal Papa Orsini, già Arcivescovo di Benevento. La chiesa, coeva al castello, si presenta nel suo attuale aspetto per un restauro risalente al periodo del cardinale Orsini (papa Benedetto XIII) con un’unica navata e cappelle laterali, in cui si conserva un confessionale del ‘700. Murata alla destra dell’abside una lapide del 12 agosto 1694 reca un’iscrizione relativa alla concessione di un’indulgenza di cento giorni ai fedeli. Dietro l’altare un’altra chiude il loculo contenente le reliquie dei Santi Palerio ed Equizio. Molto interessante l’archivio della chiesa recentemente sistemato dove oltre ai registri dei battesimi dal 1576 al 1686 e poi per tutto il periodo orsiniano, si trovano i preziosissimi stati delle anime per gli anni che vanno dalla fine del ‘600 alla fine del ‘700.

A differenza di altri insediamenti medievali caratterizzati da strutture difensive, il borgo antico di San Martino si è sviluppato nella gola formata dai contrafforti collinosi situati ai piedi del monte Pizzone e Teano che lo racchiudono e lo difendono naturalmente. Un ulteriore elemento di difesa era il Torrente Caudino che scorre ai piedi delle fondazioni del castello i cui contrafforti poggiano direttamente sulla roccia innalzandosi con possenti mura merlate. Successivamente lo sviluppo del paese si lega all’asse viario principale da via Roma e lungo il Corso Vittorio Emanuele: Uno sguardo d’insieme dall’alto della torre del Castello rivela una sostanziale uniformità architettonica nelle strutture murarie più antiche: mura di cinta, un torrione cilindrico ad est, importanti elementi strutturali di molte case antiche, arcate con fregi, scale, corti interne, improvvisi slarghi che si aprono nel dedalo intrigato dei vicoli, i resti imponenti di un antico mulino annesso al castello, balaustre in pietra calcarea, colonne di pietra, coevi palazzi signorili che ancora conservano alla sommità dei portali gli stemmi in pietra, o come quello dell’antica farmacia che reca nella portale un’iscrizione e un fregio indicante l’attività dell’antico proprietario. La piazza principale del borgo è dominata dalla Chiesa Collegiata di San Giovanni Battista circondata da modeste abitazioni ma non meno suggestive di famiglie operanti nell’ambito della Corte stessa, ed è proprio in questo antico borgo che si è conservato, non solo urbanisticamente, un senso dell’abitare in uno stretto rapporto di vicinato e quel modo di vivere la strada e la piazza come dilatazioni della casa. Particolarmente suggestive sono la passeggiata lungo il fiume che porta direttamente all’interno del centro antico e quella che cominciando da Piazza XX Settembre continua lungo via S. Sommano, sbuca su via Roma e culmina nella visita del borgo vero e proprio, della Chiesa e del Castello. Il castello fu edificato nella prima metà del IX secolo su di un colle di circa 400 m, è perfettamente conservato ed estremamente suggestivo nei suoi elementi caratterizzanti: le mura merlate, le torrette di guardia e i camminamenti, una serie di porte di cui una sormontata da un ballatoio coperto e protetto sul davanti per il lancio di pietre e frecce, le feritoie, la cisterna per la raccolta delle acque piovane, le prigioni, le garitte.

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