Avellino – Sicurezza, Famiglietti: “Manca il coordinamento”

0
203

Avellino – Edilizia e sicurezza nelle scuole. Sono questi impegni di primo ordine per il segretario provinciale della Fillea Cgil, Antonio Famiglietti. Che, a suo giudizio, dovrebbero occupare un posto di primo piano nell’agenda istituzionale degli interventi. Secondo il sindacato che tutela i lavoratori dell’edilizia, strettamente collegato al ramo Scuola della Cgil, è insomma arrivato il momento di una seria riflessione, per concertare le idee e promuovere iniziative concrete. “Perché la scuola è innanzitutto un fatto culturale, di mentalità”.

Più sicurezza nelle scuole: un ‘dictat’ ormai risaputo. Qual è, segretario, lo stato dell’arte nella nostra provincia?
“In Irpinia non tutti gli edifici sono a norma, come del resto anche in Italia. La situazione generale delle scuole nel capoluogo, dove si registra un trend difficile, vede poi casi come l’Itis, l’Istituto Agrario e altri plessi chiedere alle pubbliche amministrazioni, alla Provincia e al Comune che diventi un fatto culturale quello di adeguare tutto alle norme. La nostra è un’edilizia scolastica vecchia che necessita di mettersi al passo con i tempi. Ma a riguardo non si interviene ancora al meglio. Si investe poco e forse non si stanzia abbastanza. Come pure non si dà sempre la giusta importanza alle condizioni degli studenti e voce al diritto allo studio”.

Dunque un quadro a tinte fosche?
“Non direi. Nella nostra provincia ci sono anche ottimi istituti scolastici, come pure iniziative didattiche e progettualità di rilievo. Il nuovo corso di laurea triennale in Viticoltura ed Enologia rappresenta un altro traguardo importante anche se per il momento può dare risposte solo a pochi. Ma, rispetto alla capacità dottrinale, non c’è da parte degli operatori quella di denunciare situazioni di carenza”.

Di qui l’impegno del sindacato: il 15 novembre al Della Porta si svolgerà infatti un convegno con gli assessori regionali De Luca, D’Amelio e Gabriele.
“In quella occasione presenteremo i risultati di una ricerca che stiamo svolgendo relativamente agli ultimi appalti dati per il ripristino delle scuole. Quello che vogliamo fare è un lavoro di presa d’atto per programmare insieme interventi specifici. Un momento di confronto e analisi sulla condizione in provincia per sollecitare una discussione di merito perché riteniamo sia un elemento importante che contribuisce alla crescita del territorio. Insomma, un’opera di sensibilizzazione per aprire le logiche di un ragionamento ancora assente a livello politico, istituzionale e culturale. Per questo vogliamo far parlare operatori, presidi, alunni. Lavoriamo in un’ottica di critica costruttiva perché nasca una discussione e perché laddove emergano problemi che si possono risolvere, si risolvano subito. Qualora invece si evidenziassero mancanze più serie, il fine è di proporre interventi per una nuova politica”.

Infine, un altro fronte difficile, quello dei cantieri a rischio.
“Sugli ultimi episodi siamo intervenuti in maniera pesante. Per noi chi è responsabile deve pagare. Perché il settore edile non può mettere a repentaglio la vita delle persone. Senza pensare che troppo spesso si verificano in provincia incidenti (che fortunatamente vanno bene) di cui non si viene neanche a conoscenza per la presenza di lavoro nero. Anche in questo caso, manca la cultura di prevenzione e l’applicazione delle leggi che ci sono”.

E i controlli?
“In Provincia ci sono numerosi enti preposti a farlo: Inail, Inps, Ispettorato al Lavoro (11 ispettori fanno parte della task force per l’edilizia), Asl … Ma si opera senza coordinamento, mancano le tecniche moderne. La stessa legislazione nazionale non fornisce ancora tutti gli strumenti adeguati per chi opera i controlli”.(di Antonietta Miceli)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here