Ordinati in Chiesa, folcloristici fuori. La Candelora a Montevergine viene festeggiata nei modi migliori. L’intreccio sacro&profano si svolge nei rispettivi luoghi: in Chiesa a capo chino a salutare Mamma Schiavona, nel parcheggio del Santuario a fare chiasso al batter della tamorra. Gay, lesbiche, bisessuali e transgender non manca davvero nessuno. C’è Vladimir Luxuria che insieme alle associazioni della comunità lgbt campana, onora la dea Cibele con la tradizionale processione dei femminielli. Una festa nella festa, perché l’evento ormai di risonanza mediatica richiama molti curiosi. L’edizione 2014 è ancora più particolare: molto diffuso è il detto ”febbraio febbraietto corto e maledetto“. Ma una delle credenze meteo più importanti del mese è legata alla candelora, “se nevica o se plora, dell’inverno siamo fora, ma se c’è sole o solicello siamo solo a mezzo inverno”. Sulla vetta di Montevergine batte libeccio e le temperature non sono poi tanto rigide. Ciò consente anche a molte famiglie di prendere parte alla manifestazione. Funicolare offlimits, la vera juta avviene con i mezzi messi a disposizione dall’Air. Tutto si svolge nella massima tranquillità, con raduno dei mezzi ad Ospedaletto, dove c’è il sindaco Antonio Saggese ad accogliere i turisti. “Grazie all’operato della Questura e delle forze dell’ordine tutto è filato liscio. Non ci sono stati problemi di viabilità. Ringrazio quanti si sono adoperati dai Carabinieri, alla Polizia, alla Polizia municipale di Mercogliano e Ospedaletto, alla Forestale dello Stato e all’Air che ha garantito il trasporto in modo impeccabile” – annuncia la fascia tricolore – Ma i riflettori erano tutti per ciò che sarebbe avvenuto all’esterno della Chiesa. Colori, suoni e balli. Vladimir Luxuria ha portato la missiva da inviare al Papa…e ora dopo la benedizione di Mamma Schiavona sarà spedita al Vaticano. “Abbiamo apprezzato molto le ultime dichiarazioni del Papa, che ci sembra segnino un cambiamento storico nel linguaggio utilizzato nei nostri confronti. Affermazioni come ”Chi sono io per giudicare un gay” o ”le persone che si sono allontanate dalla chiesa sono da considerarsi dei feriti sociali”, sono per noi segnali di una Chiesa che vuole aprirsi e accogliere” – ha detto Luxuria – con sullo sfondo i suoni al ritmo delle Tammorre e del battere delle nacchere. A festa finita nel tardo pomeriggio, dopo aver consumato chi la colazione al sacco, chi trovato un posto a tavola nei ristoranti della zona, la pace e il silenzio è calato ai piedi di Montevergine.
Redazione Irpinia
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