Dogana di Avellino, scatta il sequestro: indagati dirigenti Comune

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Dopo il pronunciamento della VI sezione della Corte di Cassazione, la Dogana di Avellino è di nuovo sotto sequestro. Il monumento di Via Nappi in condizioni di degrado e incuria rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità. Di qui la decisione da parte dei Magistrati di sequestrare di nuovo tutta l’area. Con il ribaltamento della decisione, ora si ferma anche la transazione che era in corso tra i Sarchiola e il Comune, con quest’ultimo che voleva espropriarlo. La somma era fissata sui 400mila euro.

Secondo quanto appurato dalla Procura, il provvedimento cautelare è stato disposto nell’ambito delle indagini avente ad oggetto i reati di omissione di atti d’ufficio per cui risultano indagati i dirigenti e i responsabili del servizio di pubblica incolumità del Comune di Avellino. Gli accertamenti investigativi hanno portato a constatare che quest’ultimi hanno “… indebitamente rifiutato atti d’ufficio che per ragioni di pubblica sicurezza dovevano essere compiuti senza ritardo. Ciò in quanto, nonostante fosse stato invano ordinata la messa in sicurezza” della Dogana, “… non venivano eseguiti dagli indagati” gli interventi in danno, pur in presenza di evidente pericolo per la pubblica incolumità. Il sindaco di Avellino Foti è stato nominato custode del bene.

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