Avellino – Solo una tregua armata in casa Margherita. Tre mesi di tempo e poi si vedrà. E’ quanto trapela, anche se la sensazione sembra altra. Ieri mattina al quartier generale di via Tagliamento consiglieri, assessori, sindaco, capogruppo e il leader Ciriaco De Mita insieme per dirimere le questioni bollenti. Ancora una volta sul tavolo degli ‘imputati’ in primis Enza Ambrosone segretario cittadino e capogruppo del fiorellino, ‘rea’ del doppio incarico. Di nuovo, perché non risolto, il pomo della discordia che si chiama designazione di componenti negli enti e relativo metodo. Un doppio confronto cominciato alle ore 9.30 nelle segrete stanze della sede diellina tra l’on. De Mita e gli otto del “gruppo dei volenterosi” (Pino Freda, Nicola Poppa, Celestino Basagni, Ernesto Di Cecilia, Mimmo Palumbo, Salvatore Cucciniello, Angelo Reale, Umberto Vecchione). Un vertice nel quale ognuno ha ribadito le proprie lagnanze non facendosi sfuggire nemmeno per un istante il riferimento alle fibrillazioni che pure – al tempo del segretario nonché capogruppo Pino Rosato oggi manager della Città Ospedaliera – ci furono. Ai malumori che persistono tra consiglieri e giunta a causa del mancato raccordo tra rappresentanti della Margherita a Piazza del Popolo e giunta. Alla razionalizzazione di un metodo di ‘promozione’ standard o quasi. Un faccia a faccia che sembra essere servito a placare i bollenti spiriti non dopo però le rassicurazioni di Ciriaco De Mita. Ancora una volta De Mita media e placa le ‘rimostranze’ che terranno alta la guardia in vista della ‘resa dei conti’ o meglio del bilancio tutto interno al fiorellino nel mese di gennaio. Alla fine – tra i più che si dicono soddisfatti del risultato – tutto sembra essere finito a tarallucci e vino. (Di Teresa Lombardo)
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