Maggioranza a pezzi. Giordano e Poppa chiedono dimissioni Petitto

0
97

Una maggioranza in agonia è il quadro che ci consegna l’ultima assise municipale del 2013. Nonostante Foti possa ancora contare su larga parte della sua coalizione, in sei mesi dal suo insediamento gli strappi da ricucire per placare la smania di un posto in giunta sono stati all’ordine del giorno.
Un clima di sofferenza tutto interno al Partito Democratico che è stato palesato dal documento politico presentato dai consiglieri Gianluca Festa, Geppino Giacobbe, Antonio Genovese, Giuseppe Negrone e dal Presidente del Consiglio comunale Livio Petitto. I 5 dissidenti hanno dichiarato pubblicamente il loro disappunto nei confronti del primo cittadino, che troppo spesso, a loro dire, ha optato per scelte solitarie e unilaterali senza la benedizione della sua maggioranza. “Nessuno può ritenersi depositario delle uniche soluzioni possibili per ogni questione – recita il documento – Abbiamo osservato comportamenti ed azioni poco rispettose del ruolo dei consiglieri, concedendo l’alibi dello scotto del noviziato e della mancanza di esperienza politico-amministrativa e il nostro atteggiamento di grande responsabilità ci ha fatto attendere silenti un cambio di approccio ed un attivismo amministrativo”. Ma il punto di incontro tra visioni differenti non è mai arrivato: “L’unica atavica liturgia alla quale abbiamo dovuto assistere – continuano i 5 – figlia di un inquietante mercanteggio, è stata una comunicazione rispetto ad alcune poltrone e poltroncine assegnate. Ora chiediamo un cambio di passo, la città non può attendere”.
Il documento ha suscitato l’immediata controreplica di Ida Grella, che ha dichiarato di non rappresentare più 17 consiglieri bensì 12: “Non consentiremo il dejà vu del dilaniarsi in sottogruppi, né permetterò delle riunioni carbonare. Spero che ci sarà un chiarimento e che potremo trovare la quadra, ma queste sono vicende interne e personali che vanno affrontate nei luoghi opportuni e non in consiglio comunale”. Parole affilate quelle della capogruppo che hanno aggravato il precario equilibrio tra i banchi di maggioranza. “Peggiore è nascondere l’evidenza dei fatti per difendere un posto in giunta – risponde Festa – perché tra le sedi opportune c’è anche il consiglio comunale non solo le stanze di partito. Mi rammarica sentire che Grella rappresenta solo 12 consiglieri dei 17 perché il suo ruolo è di garante anche nei confronti di chi non la pensa allo stesso modo. Le riunioni carbonare – conclude – le hanno organizzate altre persone nelle proprie stanze di lavoro alle ore 15.00, non noi consiglieri comunali”.
In questo clima di guerriglia l’opposizione chiede risposte concrete per la città. Giordano invita il sindaco a rompere col passato: “Colga un’ opportunità e ridefinisca i ruoli, oppure finisce nel vortice di chi fa la politica col più uno, quella di De luca e Mancino con la quale non si comprano soluzioni, ma problemi”. Inoltre il deputato punta il dito contro Petitto: “O fa l’arbitro, o fa il giocatore, chi riveste un ruolo così delicato nel momento in cui è firmatario di un documento politico legittimo, ma in cui prende una posizione deve dimettersi”. Anche Nicola Poppa chiede le dimissioni del presidente del Consiglio: “Non mi sento più rappresentato dal suo operato fuorviante”. A questo coro di voci si aggiunge anche Ambrosone che incalza: “Il sindaco deve risolvere una questione col suo presidente perché è lui che ha gestito la pratica del parcheggio interrato ed è da lì che viene il ridisegno di Piazza Libertà”.
L’ultimo atto della discussione spetta a Paolo Foti che non riesce però ad essere chiaro ed incisivo sulla posizione da assumere di fronte una coalizione che perde pezzi: “Non sono ostaggio di nessuno, alle difficoltà siamo chiamati a dare risposta tutti trovando le condizioni per poterci confrontare. Ci sono stati appesantimenti inutili in consiglio, a causa dei quali abbiamo discusso di questioni poco importanti, ma quando arriveranno queste stesse questioni partiranno da quelle linee programmatiche votate da una larga maggioranza. Intendo continuare ad amministrare nella distinzione dei ruoli che la legge assegna ad ognuno di noi e le riposte intendo darle alla città e ai cittadini avellinesi”.
La partita sembra tutt’altro che chiusa. (di Rosa Iandiorio)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here