Avellino – “L’Alto Calore Servizi avrà ancora un futuro se ciascuno di noi smetterà di pensare quest’Ente come qualcosa da rapinare. Occorre rigore morale e senso di responsabilità, altrimenti falliremo tutti”. Operazione-verità del neo presidente dell’Acs Lello De Stefano che nel pomeriggio, nel corso dell’assemblea dei soci-sindaci dell’Ente di corso Europa, ha tracciato un primo bilancio del suo operato a circa 4 mesi dal suo insediamento. Due i punti all’ordine del giorno: il primo ha riguardato la riduzione del capitale sociale in conseguenza della fuoriuscita del Comune di Montemiletto, il secondo la relazione sulla situazione economico-finanziaria aziendale e la programmazione per il 2014.
“I debiti sono arrivati a sforare quota 90 milioni di euro e per quanto riguarda i crediti, circa 100 milioni di euro, parte di quest’ammontare non verrà mai più riscosso perchè riguarda morosità ultradecennali. Noi abbiamo pensato al futuro di quest’azienda, abbiamo detto basta alla vecchia logica del ‘faccio i debiti e chi viene dopo ci pensa’”.
Tra le voci (l’unica) fuori da coro si segnala la posizione del sindaco di Castelvetere Pescatore che ha criticato il presidente dell’Acs affermando: “In 150 giorni De Stefano è stato solo capace di prendere atto delle criticità economiche dell’azienda e null’altro”.
Tra le necessità emerse nella relazione di De Stefano, oltre alla vicenda delle morosità complessiva e la delicata situazione finanziaria, anche la scarsa credibilità presso gli Enti che attualmente gode l’Acs. “Per il 2014 – ha continuato De Stefano – abbiamo pensato di adeguare il sistema tariffario, contenere i consumi energetici e riammodernare il sistema acquedottistico. Ma – ha concluso De Stefano ammomento i sindaci in aula – siamo arrivati al punto di rottura, oltre questo limite ci sarà il fallimento non solo mio ma di tutti i soci”.
