Contratto d’area, Ferrara: “Con gli imprenditori pronti alla lotta”

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Contratto d’area, un ritardo di pratiche su cui da tempo imprenditori e sindacati irpini chiedono chiarezza. Anzi, di più. Un impegno, quello dello strumento di programmazione negoziata, destinato a completare il processo di industrializzazione nelle aree del cratere, di cui l’unica strada perseguibile ora appare essere quella della concretezza del finanziamento a base regionale: 25 progetti finalizzati ad incrementare fortemente il tasso di occupazione locale.
Intanto, a fronte delle numerose sollecitazioni avanzate dagli attori del Tavolo di Governo per le azioni di Sviluppo, arriva da Palazzo Santa Lucia l’attesa convocazione. L’assessore alle Attività produttive, Andrea Cozzolino, ha infatti chiamato a raccolta a Napoli, martedì 31 ottobre alle ore 11, Cgil, Cisl e Uil insieme al presidente dell’Unione Industriali di Avellino, Silvio Sarno. Un summit che arriva dopo un primo incontro tra forze sociali e imprenditori per stabilire, in caso di ulteriori proroghe, una forma di protesta proprio davanti ai cancelli della Regione. “Un’alternativa che per il momento ancora non escludiamo – dichiara il segretario provinciale della Cisl, Enrico Ferrara -. Tutto dipende da cosa ci verrà comunicato martedì prossimo. L’assessore ci deve proporre un percorso concreto. Siamo da troppo tempo alle prese con un inceppo burocratico mai compreso. Da cinque anni ci viene detto che ci sono fondi a disposizione. Ora aspettiamo solo i finanziamenti dei 25 progetti”.
Dunque, un aut aut dai toni decisi e chiari. “Oggi siamo con gli imprenditori – sottolinea Ferrara – e tuteliamo gli imprenditori perché grazie a questi progetti ci sarà una consistente boccata d’ossigeno occupazionale. Poi starà a loro, una volta sbloccato il finanziamento, essere celeri e raggiungere l’obiettivo prioritario”. Dopo l’incontro a Napoli:
“Il futuro dipenderà dalle risposte che otterremo. Nei giorni successivi incontreremo gli imprenditori per fare un punto della situazione anche in base a quello che ci verrà comunicato. Insieme, poi, decideremo se fare azione di lotta”.
Perchè: “L’Irpinia non può permettersi più ritardi nel processo di sviluppo”. (di Antonietta Miceli)

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