Da “Il Biancoverde” n. 15 del 29 novembre 2013
Ha vestito le casacche di: Acilia, Ischia Isolaverde, Gualdo, Cosenza, Cagliari, Salernitana, Genoa e Catanzaro, per poi passare, nel 2006, all’Avellino, club appena retrocesso in terza serie. L’ex difensore biancoverde Stefano De Angelis, con i campani ottiene la promozione al termine dei Play-off. La stagione seguente, evita la retrocessione in terza serie grazie ad un ripescaggio. La stagione 2008-2009 la gioca nella neonata Lega Pro Seconda Divisione tra le file dell’Aversa Normanna, con la quale ottiene il nono posto del Girone C. Un anno dopo risposa la causa Avellino, in Serie D, club con cui ottiene la promozione in Lega Pro Seconda Divisione 2010-2011.
Conclude la carriera di calciatore in Eccellenza, nel 2011, quando a stagione in corso passa all’A.S.D. Città di Marino, conquistando la Serie D 2011-2012 grazie al raggiungimento della finale della Coppa Italia Dilettanti 2010-2011.
Proprio all’A.S.D. Città di Marino De Angelis intraprende la carriera di allenatore nella stagione successiva, subentrando all’esonerato Stefano Mobili. Poi, nel luglio del 2012 diviene allenatore del Rende. A giugno 2014, comincerà, a Coverciano, il corso di Allenatore in Seconda. Vive ad Avellino da anni, con sua moglie e suo figlio Mattia. La famiglia De Angelis e l’Irpinia sono congiunti da un legame indissolubile: “I momenti più belli della mia carriera da calciatore li ho vissuti ad Avellino. Ancora oggi, riguardo i dvd delle partite disputate con la casacca biancoverde, con mio figlio, nato qui. Mattia è il primo tifoso dei lupi e da me, ha ereditato l’affetto verso questi colori – dichiara l’ex difensore dell’Avellino -.
La promozione con il Foggia ed il gol di Rivaldo, difficilmente li dimenticherò. E’ la partita che riguardiamo più spesso alla tv – ironizza -. Il Partenio esplose letteralmente dopo averci incitato per novanta minuti. Una giornata fantastica in cui il pubblico avellinese fece, come sempre, la differenza.
Tifosi che, tutt’oggi, rappresentano l’arma vincente del nuovo Avellino targato Rastelli. Una squadra sorprendente in questo torneo di Serie B. Nessuno, io compreso, si aspettava che un gruppo, proveniente dalla Prima Divisione, potesse fare un’ascesa in classifica così straordinaria. E questo avvalora l’operato e l’oculatezza del tecnico e della società.
Rastelli – prosegue – è un ottimo trascinatore. Già in campo, quando lo marcavo, era ostico e faticoso da tenere a bada. Oggi, da trainer, avrà, senz’altro polso e vigore da trasmettere ai suoi. E difatti, l’Avellino, è una squadra scontrosa e dura da affrontare. Tuttavia, fa bene il mister a rimanere con i piedi per terra anche se la salvezza, a questo punto, credo sia solo un fattore scaramantico. E’ sotto gli occhi di tutti, sconfitta di Crotone a parte, che il gioco dell’Avellino sia, tranquillamente, alla portata dei play off.
Il torneo cadetto ha, a mio avviso, un’unica squadra ‘ammazzacampionato’: il Palermo. Il tecnico Iachini ha a disposizione una rosa di calciatori che farebbero la differenza in qualsiasi categoria. Sono giocatori devastanti. Che hanno qualcosa in più rispetto alle altre contendenti. Non v’è dubbio. Ciò nonostante, deve rimanere molto attento e la sconfitta con il Latina ne è la prova” – conclude -.
