Provincia – Lavoro e politica: le donne… ci vogliono essere

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Provincia – Donne: scarsa rappresentanza nel settore produttivo, dislivelli economici rispetto alle prestazioni di lavoro offerte dagli uomini, situazione precaria a livello contrattuale e nel salario variabile. Un trend che rispecchia la situazione dell’intero Mezzogiorno e che è ampiamente esplicato nello studio svolto dal settore Pari Opportunità della Provincia di Avellino guidato dalla consigliera Domenica Marianna Lomazzo. Uno screening dettagliato sui 119 comuni del territorio illustrato questa mattina a Palazzo Caracciolo alla presenza della presidente Alberta De Simone, del consigliere regionale Sibilia, dell’assessore De Luca, dell’on. Aurisicchio, del presidente dell’Unione Industriali Sarno, dei rappresentanti sindacali Cutillo, Squittino,Festa e Ferrara, del Provveditore Iaverone e dell’assessore provinciale al Lavoro Lo Conte. Tra i presenti il sindaco di Avellino Pino Galasso, di Volturara Edmondo Marra, di Lioni Rodolfo Salzarulo, di Greci Donatella Martino, l’ass.provinciale Luigi Mainolfi, il consigliere Luigi Cardillo.
Un approfondimento da cui emergono dati inconfutabili: l’occupazione femminile nella nostra provincia è pari al 33,9% contro quello maschile che si attesta sul 61,5%. Non solo: per quanto riguarda la disoccupazione le donne sono passate dal 15% registrato 2004, al 18% del 2005. A ciò si aggiunge il ricorso, da parte delle donne, a forme di lavoro flessibili. Una scelta non maturata dalle stesse ma ‘conditio sine qua non’ per poter lavorare. E in questo caso si riscontra, dunque, la maggiore discriminazione rispetto al sesso opposto. Ma se la tendenza non è positiva, esistono comunque settori in cui la meritocrazia in rosa a piccoli passi comincia ad affermare la propria dignità. Primo tra tutti il campo dell’imprenditoria: non è difficile, infatti, negli ultimi tempi, prendere atto della presenza preponderante delle donne a capo di un’azienda. E con l’inserimento lavorativo va di pari passo la presenza femminile in enti e istituzioni: dei 119 comuni del territorio solo 7 sono amministrati da ‘sindache’; nei consigli comunali 1159 sono gli uomini, appena 143 le donne di cui solo 5 fanno parte degli Esecutivi. Alla base del processo il problema di tutti i tempi: la donna tra lavoro e famiglia. Uno studio esaustivo o quasi supportato da proposte dirette a dare un apporto determinante per un’inversione di tendenza: premialità per le aziende che promuovono l’occupazione femminile: incentivi per le imprese che riservano alle donne particolari attenzioni (quali la realizzazione di asili nido all’interno delle strutture); razionalizzazione dei finanziamenti.
“Non esistono – è l’esordio di Aurisicchio – né in Irpinia, né nel Mezzogiorno strutture in grado di incentivare l’attività lavorativa delle donne. Sotto questo punto di vista, inutile negarlo, dovremo affrontare ulteriori difficoltà maturate dalla nuova Finanziaria che prevede tagli soprattutto nel sociale. Ma l’impostazione di fondo va condivisa perché consegue tre obiettivi: il risanamento dei conti, l’equità e lo sviluppo. Rimettere in moto un’economia ormai ferma significa creare sviluppo e contribuire all’occupazione. Tra l’altro proprio una particolare misura contemplata nella legge prevede la deduzione fiscale per quelle imprese che facilitano l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro”. Partendo da questo assunto, dunque, si potrebbe raggiungere una modifica della posizione della donna nel mondo lavorativo.
Un segnale positivo giunge anche da Silvio Sarno: “La Confindustria si avvale del gruppo giovani, palestra per il futuro. Un organismo in cui si registra una percentuale di donne pari al 50%”.
Premesse che hanno indotto la presidente della Provincia ad una decisione: “Potenziare il ruolo delle donne con misure tangibili. Da qui la nascita, con l’inizio del nuovo anno, di un nuovo settore dotato di un proprio dirigente per le politiche del lavoro e della formazione in modo da attivare processi più concreti per l’occupazione in generale, e femminile in particolare.”. La presidente, a cui è toccato chiudere i lavori, è dunque la dimostrazione di come la tempra delle donne possa arrivare ovunque nonostante ostacoli ed ostracismo. Insomma, “… le donne – è la presa d’atto della Lomazzo – ci sono e ci vogliono essere. Raccolgono la sfida e combattono con competenza”. (di Manuela Di Pietro)

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