Rotondi – E’ passato esattamente un anno da quando l’allora assessore con delega alla Protezione civile, Antonio Simeone, segnalò l’inerzia degli Enti preposti nella cura del territorio. In particolare, per la messa in sicurezza contro il rischio idrogeologico, vera e propria spada di Damocle sulla testa del piccolo centro caudino e dei suoi abitanti. A distanza di dodici mesi, Simeone non è più un esponente della giunta ma non ha smesso di seguire da vicino le vicende del territorio. In particolare di quelle relative al vallone “Cavone”, nella parta alta di Rotondi. “In più di un’occasione – spiega Simeone – ho posto l’accento su un argomento di grande interesse per la comunità, considerando che si parla pur sempre della sicurezza delle persone. Purtroppo, a distanza di tempo e nonostante questi ripetuti appelli, sono costretto a ravvisare il fatto che non sono stati assunti i provvedimenti del caso. E la montagna ancora non è pienamente in sicurezza”, denuncia Simeone.
Oltretutto, spiega l’ex esponente dell’esecutivo, “l’iter per la procedura di un intervento da parte della Comunità montana Partenio-Vallo Lauro per il ripristino funzionale della strada di bonifica “Cavone” ed il rafforzamento del normale deflusso delle acque lungo l’omonimo vallone è ancora fermo, nonostante ci sia la copertura finanziaria”, è la denuncia. Insomma, sulla questione idrogeologica c’è da registrare l’ennesimo ritardo che fa letteralmente infuriare Simeone. E proprio quest’ultimo, ancora una volta, lancia “l’ennesimo appello alle istituzioni preposte al controllo affinché – conclude – si proceda al più presto a tali interventi per la sicurezza degli abitanti di Rotondi”. Sulla questione idrogeologica resta dunque alta l’attenzione. Nel frattempo, l’amministrazione ha avviato un percorso simile a quello di Cervinara, per discutere insieme all’Autorità di Bacino della rimodulazione delle zone rosse.
