Avellino – “Le Giornate dei diritti” al Carcere Borbonico

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Al via, oggi, “Le Giornate dei diritti”, manifestazione curata ed organizzata da Più Ari e Unicef per “darà voce e tenderà la mano” a chi subisce violenza. L’occasione dei due giorni, sabato 23 e domenica 24 novembre al Carcere Borbonico di Avellino, è data dalle giornate celebrative del 20 novembre ” Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” e del 25 novembre “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. Più Ari: +Azioni, +Relazioni, +Iniziative ha sintetizzato nel suo acronimo lo scopo associativo e lo sta applicando, rigorosamente, sin dalla sua nascita lavorando con uno schema ben preciso e cioè quello del confronto, della condivisione e dell’interazione con tutti gli attori del territorio che vanno dalla società civile alle Istituzioni, dalle associazioni all’imprenditoria per un intento comune: combattere la violenza di genere e istituire sul territorio strutture e punti di accoglienza per donne maltrattate. Il progetto in itenere è “Una dimora per rifiorire”: il primo ma non ultimo di supporti che Più Ari intende attivare in Irpinia che aiutino le persone in difficoltà (e in questo caso specifico le donne vittime di violenza che hanno deciso di denunciare) a superare con serenità e fiducia il disagio psicofisico nonché l’isolamento sociale frutto dei maltrattamenti subiti per la tutela e il reinserimento nel tessuto sociale. Due importanti eventi in uno, “Le Giornate dei Diritti”, che Più Ari e Unicef hanno inteso organizzare, in sinergia, con una serie di momenti che faranno da cornice speciale per costruire un piccolo pezzo di speranza in un avvenire migliore. Quella speranza che sarà rappresentata e illustrata attraverso i linguaggi dell’arte: fotografia, pittura, scultura, recitazione, danza, musica. Un messaggio che vuole essere coinvolgente e diretto, a sostegno dei diritti dei bambini e delle bambine e contro il femminicidio. Contro la barbarie della violenza sui più deboli che impedisce la piena realizzazione della vita, un particolare pensiero sarà rivolto alle spose bambine. A loro non è concesso crescere, giocare, studiare, avere amiche. Sono bambine dagli 8 ai 12 anni che vivono in Africa o in Afghanistan a cui viene imposto un destino di sottomissione attraverso matrimoni combinati con uomini di età molto avanzata . I visitatori, piccoli e grandi, saranno accolti e guidati attraverso un percorso di riflessione magicamente ispirata dalle istallazioni curate da Andrea e Antonio Matarazzo e Donatella Donatelli, i laboratori dei ragazzi di “Un tocco di…classe” , Lena Fioretti e Farah Spagnuolo , le note vibranti de ”I Sognatori” e, sullo sfondo, l’incanto del teatro di Vernicefresca.

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