VIDEO/ Cantelmo: “Contro la camorra si scelga di stare con lo Stato”

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Montemiletto – “Abbiamo il dovere morale di impegnarci per consegnare alle nuove generazioni territori liberi dall’intollerabile presenza della camorra”. E’ questo il messaggio con cui Rosario Cantelmo ha chiuso la due giorni di seminari a Montemiletto, nell’ambito del progetto sulla legalità e ecomafie dal titolo ‘Non Siete STATO Voi’.
Cantelmo, in un discorso assai accorato, ha inteso parlare alla platea dei giovani di Montemiletto di camorra non dalla parte dei ‘vincitori negativi’, ovvero dei boss e dei clan, ma dal punto di vista delle vittime, dei ‘vinti’, di coloro che sono stati costretti a subire la camorra ma che si sono ribellati fino a diventare loro stessi i veri vincitori.
E lo ha fatto portando all’attenzione degli intervenuti al Castello della Leonessa due storie singolari di ‘opposizione’ al crimine organizzato, due storie di coscienza e conoscenza che hanno visto protagonisti un benzinaio di Ercolano – ribellatosi al pizzo – e un ragazzo di Scampia. “Sono due storie di oppressione dove la camorra diventa la scelta inevitabile – ha spiegato il numero uno della Procura avellinese – Chi accetta di scendere a patti con la camorra, perde la propria dignità tanto da non avere più il coraggio, come nel caso del benzinaio di Ercolano, di guardare in faccia alla propria figlia disabile. Quando invece, come nel caso del ragazzo di Scampia, si sceglie di stare dalla parte dello Stato, allora si sceglie di stare dalla parte dei vincitori, senza se e senza ma”.

E ai giovani Cantelmo ha detto: “Non smettete mai di cercare e inseguire i vostri sogni. Se siete qui ad ascoltare storie di ribellione alle mafie, significa che avete già vinto, avendo scelto di conservare ciascuno la propria libertà dal condizionamento della criminalità”.

La Terra dei Fuochi come tema ricorrente della serata che ha visto anche gli interventi della senatrice e reporter de Il Mattino Rosaria Capacchione e del pm della Dda di Napoli Francesco Soviero. “Siamo scesi a protestare nei territori martoriati della Terra dei fuochi – ha spiegato Cantelmo – ma io mi chiedo, prima dove eravamo tutti noi quando per decenni hanno interrato i rifiuti nei nostri territori? Perché abbiamo pensato che si trattasse solamente di una faccenda legata all’attività della magistratura? Nessuno di noi può stare alla finestra di fronte a tutto questo perché oggi la criminalità è talmente compenetrata nella società che tutti sono chiamati a fare la propria parte. E allora – ha chiosato – istituzioni, cittadini e associazioni anziché polemizzare devono remare tutti nella stessa direzione”. (@antopirolo)

(di seguito uno stralcio video dell’intervento di Cantelmo)

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