“Non abbiamo assistito ad un congresso, ma ad una scalata. A causa di scelte e regole dettate da Roma, il Partito si è trasformato in un’ Opa borsistica e da un partito contenibile è divenuto un partito acquistabile”.
Toni Ricciardi rompe il silenzio di questi giorni per analizzare il triste esito di questa corsa a 4. “Non è stato il congresso che volevamo è stata una conta, se qualcuno avesse avuto a disposizione circa 75 mila euro avrebbe potuto addirittura acquistarlo”.
Un vero è proprio business pare di capire, il congresso del partito democratico sarà ricordato per una serie di brogli mai riconosciuti dal partito nazionale, conteggi, mercifici, ricorsi e addirittura losche proposte: “Il sottoscritto – dice Ricciardi – ha rispedito al mittente le offerte delle ultime ore perché mi avevano offerto la possibilità di scalare queste partito ed ho detto no, non mi interessa”.
L’unico dato positivo che emerge, secondo il docente universitario, è l’elezione della 17enne Chiara de Matteis nell’assemblea dei 100, la più giovane candidata d’Italia nelle liste. Ma anche questa elezione è stata macchiata da comportamenti anomali: “Basta leggere i risultati del voto di Taurasi per riconoscere il tentativo di impedire l’elezione di una giovanissima che crede nel progetto democratico. Qui c’è stato un rigonfiamento emblematico delle adesioni analogo a quanto è accaduto ad Aiello, Bonito, Candida, Chiusano San Domenico, Mercogliano, Monteforte, Montefusco e Pietrastornina”.
Dopo la accuse è il momento delle proposte per provare a ricostruire il Pd: “Il congresso è finito, quello che c’è stato non si può cancellare. Ora è il tempo della pacificazione. Domenica sarebbe il caso di avviarci ad una nuova fase condividendo le regole del gioco e quindi il numero di componenti della direzione, che dovrebbe contare 38 componenti, si potrebbe arrotondare a 40, visto che sono 4 le anime in campo”.
Infine: “Se il 3 vogliamo rilanciare il partito sarebbe un bel segnale eleggere il presidente dell’assemblea all’ unanimità. Ovviamente la palla e in mano a chi ha 54 delegati, a lui l’ onere di proporre per discutere”. (di Rosa Iandiorio)
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