Scuola, con la Finanziaria 50 mila posti in meno: interviene Ferrara

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Scuola – Finanziaria: coppia sull’orlo di una crisi di nervi. A smorzare l’iniziale entusiasmo del Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni, per le 150 mila immissioni in ruolo annunciate, il documento economico targato Tommaso Padoa Schioppa (da ieri al vaglio della commissione per fissare il termine per gli emendamenti). Un taglio di 50 mila posti nella scuola che ha colto di sorpresa addetti ai lavori e non. Secondo i ‘calcoli’ del Ministro dell’Economia e delle Finanze, il bel paese dovrebbe perdere, nel giro di tre anni, poco meno di 42 mila cattedre e poco più di 8 mila posti di personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). La relazione tecnica che accompagna il disegno di legge per l’operazione finanziaria 2007 prevede una serie di manovre tese a realizzare cospicui risparmi. A cominciare dall’innalzamento del rapporto alunni-classi. E ancora: meno bocciature, riduzione delle ore di lezione negli Istituti Professionali, il ‘caso’ degli insegnanti specialisti di inglese nella scuola primaria e la riconversione dei 4.617 docenti soprannumerari. Il tutto per un ‘incasso’ di 4 miliardi e mezzo di euro entro il 2010. Il giudizio sui tagli previsti, a sentire le associazioni sindacali irpine, è decisamente negativo. “Se così fosse – spiega il Segretario della Cisl irpina Enrico Ferrara – è necessario aprire un confronto proficuo e sereno al fine di migliorare il sistema di istruzione e formazione del Paese. La questione Finanziaria non è ancora chiusa: 50 mila posti di lavoro in meno significherebbero 50 mila entrate in meno per altrettante famiglie. Condizione che porterebbe l’intera categoria alla mobilitazione”. Insomma… stando così le cose, difficilmente il Ministero della Pubblica Istruzione riuscirà a immettere in ruolo 150 mila insegnanti in tre anni. Il governo per il 2007, 2008 e 2009 ha previsto il pensionamento rispettivamente di 23 mila, 24 mila e 27 mila insegnanti e, considerando anche gli attuali 42 mila posti vacanti, si arriverebbe a 116 mila cattedre, cui occorre togliere le 42 mila che il governo intende tagliare. Per un totale di 74 mila posti disponibili per le immissioni in ruolo. Del resto la concreta possibilità di assumere in tre anni 150 mila insegnanti, spiega la Finanziaria, è “da verificare annualmente, di intesa col ministero dell’Economia e delle finanze”. Ma non è del tutto negativo il giudizio sul nuovo documento di programmazione economico-finanziaria. “Chi ha finora ritenuto che la nuova Finanziaria fosse la panacea di tutti i mali, resterà deluso – conclude Ferrara -. Ciononostante rappresenta una inversione di tendenza rispetto alla politica economica degli ultimi anni che ha penalizzato il Mezzogiorno”. (mari.mo)

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