Difesa Grande: la nota di Gambacorta per ‘chiarire gli equivoci’

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“E’ giusto chiarire gli equivoci”. Così ha inizio il documento stilato dal sindaco del comune di Ariano Irpino, Domenico Gambacorta, che ritiene opportune e doverose ulteriori precisazioni sul travagliato iter della discarica di Difesa Grande e soprattutto sulla conseguente posizione assunta dall’amministrazione del Tricolle. Un passo che ripercorre, anno dopo anno, le vicissitudini di una cittadina che ‘paga il prezzo’ di una gestione “imputabile ad altri” piuttosto che alle amministrazioni che si sono avvicendate ad Ariano.
1: La discarica di Difesa Grande ha ricevuto dall’apertura (1996) a marzo 2004 circa 1.000.000 di tonnellate di rifiuti, pari ad oltre 1.200.000 metri cubi. Sembra poco?
2: Il gestore della discarica – autorizzata a dicembre 1994 dall’allora Prefetto di Napoli – è la Società ASI – DEV Ecologia srl, capitale sociale 10.400 euro, costituita dal Consorzio per l’Area di Sviluppo Industriale di Avellino (51%) e da un socio privato (DEVIM gruppo De Vizia) per il 49% e ha nella discarica di Difesa Grande, l’unica unità produttiva in esercizio.
3: La discarica è stata “definitivamente chiusa” già diverse volte.
Le ultime: il 10 settembre 2002, con Ordinanza n. 50 a firma Bassolino e il 7 giugno 2004 con Ordinanza n. 122 a firma Catenacci.
4: Non è vero che il Comune di Ariano Irpino avrebbe incassato 8 milioni di euro di ristoro ambientale. Sono circa 6 milioni (incassati fra il 1998 e il 2003) e per riceverli ha inseguito l’ASI – DEV in diversi Tribunali della Campania.
Fra l’altro sono stati istituiti, per l’importo di lire 10/Kg con Ordinanza del Prefetto di Napoli – Commissario delegato per l’Emergenza Rifiuti del 3 giugno 1997 e per l’importo di lire 30/Kg con Ordinanza del Sub – Commissario Facchi del 7 dicembre 2001.
5: Forse è utile chiarire un altro equivoco.
L’unico che ha avuto garantiti fatturati colossali in questa vicenda è l’ASI – DEV.
Nel 2002, in 9 mesi di attività, ha smaltito 236.000 tonnellate e ha fatturato oltre 14 milioni di euro.
Nel 2003, in meno di 3 mesi di attività, ha smaltito 52.000 tonnellate ed ha fatturato quasi 4 milioni di euro.
Nel 2004, in 2 mesi di attività, ha smaltito 90.000 tonnellate ed ha fattura quasi 6 milioni di euro.
Sono quasi 24 milioni di euro in meno di 14 mesi. Sembrano pochi?
6: E’ bene far sapere, anche al neo Commissario, che non risponde a verità che la discarica di Difesa grande abbia ricevuto solo i rifiuti della provincia di Avellino.
Sin dall’ottobre 2001 (nota prot. 30262 dell’11 ottobre 2001 a firma Facchi) i residui dell’attività di tritovagliatura degli impianti attivi nella province di Napoli e Salerno venivano smaltiti a Difesa Grande. Spero che al Commissariato non abbiano dimenticato quello che è successo da ottobre 2003 a marzo 2004.
Delle 142.000 tonnellate smaltite solo 20.000 provenivano dal CDR di Pianodardine.
Le altre dai Consorzi di bacino SA/3, CE/4 e NA/3.
E ancora da Paolise, Caivano, S. Maria Capua Vetere, Tufino, Casalduni, Giugliano, Battipaglia.
Non sono bravo in geografia. Ma non mi sembrano in provincia di Avellino”.

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