Body building e doping, perquisizioni anche ad Avellino

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Sono state formulate accuse di vario titolo, associazione per delinquere, truffa ai danni dello stato, ricettazione, falso e violazione della normativa sul ‘doping’, a carico di 16 persone. Questa mattina, i Carabieniri del Nas di Cosenza, hanno eseguito, dunque, ordinanze cautelari eseguite nei confronti di tali indagati.
In diverse località del Mezzogiorno tra cui Avellino, è stata, infatti, sgominata un’organizzazione dedita al traffico di sostanze dopanti negli ambienti del “body Building”. L’indagine condotta dai NAS di Cosenza e diretta dalla Procura della Repubblica della città calabrese, riguarda ottanta perquisizioni eseguite in diverse luoghi dell’Italia centro-meridionale.

Un’organizzazione suddivisa in cellule dislocate in varie regioni del sud costituita da titolari di palestre, preparatori ed atleti di body building, che truffava il Servizio sanitario nazionale e commerciava illecitamente ormoni della crescita tra cultori del body building agonistico ed amatoriale usando ricette rubate. E’ quella smantellata stamani dai carabinieri del Nas di Cosenza che, in esecuzione di provvedimenti del gip, hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e due ai domiciliari in provincia di Cosenza. Sono stati eseguiti anche cinque divieti di dimora nelle provincie di Cosenza, Foggia e Napoli, due obblighi di dimora nella province di Messina e Napoli e 80 perquisizioni, anche a carico di persone non indagate, nelle province di Avellino, Bari, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Foggia, Isernia, Latina, Messina, Napoli, Reggio Calabria, Roma, Salerno e Taranto. Nel corso delle perquisizioni i militari hanno sequestrato alcuni ricettari rubati e diversi flaconi di farmaci. L’indagine dei Nas è partita d’iniziativa nel 2011 dopo la scoperta di ricette prescritte ad una persona defunta ed ha evidenziato un traffico illecito di medicinali con il principio attivo di ”somatotropina”, anche ad uso veterinario, comunemente conosciuto come ormone della crescita. L’organizzazione, pur essendo composta da numerose ”cellule operative” dedite alla distribuzione finale, per l’approvvigionamento dei farmaci faceva capo alla ”cellula” cosentina, in grado di reperirli in farmacie della provincia di Cosenza e successivamente spacciarli ad atleti di palestre di varie regioni, principalmente in Campania, Sicilia, Puglia e Molise, al fine di aumentare le masse muscolari e conseguentemente alterare le prestazioni agonistiche. I farmaci erano somministrati in totale assenza di controllo medico, tanto da risultare pericolosi per la salute. Per l’acquisto in farmacia, gli indagati usavano ricette mediche sottratte al Servizio sanitario nazionale e successivamente intestate a persone ignare, decedute o conniventi. Con tale sistema venivano acquistate significative quantità di farmaci fra i quali Humatrope, Norditropin Simplexx, Winstrol e Deca-Durabolin. Secondo l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, la truffa, nel triennio 2011-13, ha avuto un ammontare di circa un milione di euro.

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