Pd Caposele:”Regione incapace di gestire problemi del territorio”

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“Nel convegno tenutasi a Caposele su caso cinghiali, caso bruciature delle stoppie nelle aziende agricole e la questione sul futuro degli operai forestali e pagamento degli stipendi arretrati di oltre 15 mesi si è palesemente manifestato l’incapacità di gestione dell’attuale giunta regionale del centrodestra”.
E’ il commento del segretario del Pd di Caposele Gelsomino Grasso.
“Nella carrellata degli interventi – aggiunge il coordinatore – tutti del centro-destra non è stata data alcuna risposta positiva sugli argomenti trattati. Ancora una volta i cittadini delle zone interne agricole e gli amministratori locali, Sindaci di Comunità agricole, si trovano in un vicolo cieco senza sapere come affrontare le questioni che oggi sono sul tappeto.
Caso cinghiali. A riguardo dell’invasione dei cinghiali che arrecano danni economici alla colture agricole, dove le aziende si trovano oltre al danno economico anche fisico e psicologico, nonché l’amarezza per aver un intero anno dedicato con passione alle varie colture aziendali si trova tutto ad un tratto devastato la coltura in atto. Le province non erogano alcun fondo per i danni arrecati pur avendo presentato regolare domanda per il danno subito, affermando che i fondi economici non sono sufficienti a coprire le dovute istanze, pertanto è tutto fermo. La Regione non ha ancora trovato la soluzione efficace alla risoluzione immediata del caso, pur avendo in quella occasione proposto la soluzione tipo Regione Toscana emanata con la Legge Regionale n° 419 del 3 Giugno 2013 dove prevede in sintonia con le programmazioni delle Province anche l’abbattimento selezionato e programmato in sintonia con le Associazioni venatorie e ambientaliste.
Caso bruciature delle stoppie in azienda.
Premesso, che stiamo parlando di aziende agricole ubicate in zone montane;
Premesso, che per secoli e secoli gli imprenditori agricoli (contadini) per anni hanno acquisito capacità e professionalità sulla bruciature delle stoppie nella propria azienda;
Premesso, che non esistono le condizioni per una raccolta in bio-masse sul territorio;
Premesso, che la bruciatura delle stoppie, essendo residui vegetali prodotti in aziende che coltivano ancora (fortunatamente) con concimi organici e di conseguenza anche il residuo delle bruciature (ceneri) sono concimi organici secondo regolamenti comunitari;
Premesso, che la Regione Campania con DECRETO PRESIDENZIALE del 01/08/2013 n° 167 ai punti 5, 6 e 7 autorizza la bruciatura delle stoppie e la ripulitura nei castagneti da frutto con dovuti accorgimenti, con comunicazioni agli organi preposti alla vigilanza e autorizzazioni Sindaco e Corpo forestale.

“Dopo tali premesse – si chiede Grasso – perché il problema non viene risolto, perché non diamo al cittadino agricoltore la garanzia a poter ripulire il proprio terreno senza incorrere in denunce penali. L’organo di emanazione dei regolamenti attuativi sono di competenza di chi controllo e gestisce il territorio la Regione. La regione deve dare garanzie ai Sindaci al ruolo che essi hanno su questa specifica materia, essendo i diretti interlocutori dei concittadini agricoltori.

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