VIDEO/ “Avellinojazz 2013”, dopo 20 anni ancora jazz e non solo…

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Avellino – Anche quest’anno si riconferma l’evento più atteso nel panorama del jazz contemporaneo: “Avellinojazz 2013” festeggia i suoi vent’anni all’ex Carcere Borbonico.

L’incontro di stamane nella pasticceria De Pascale di Corso Vittorio Emanuele ha visto la presenza del direttore artistico Paolo Godas, in rappresentanza della Soprintendente per il BAP di Salerno e Avellino c’era Cristina Lenzi, l’assessore alla Cultura di Avellino Nunzio Cignarella e alcuni imprenditori che hanno sovvenzionato la manifestazione musicale.

“A distanza di venti anni – ha spiegato il direttore Godas – portiamo un nuovo linguaggio innovativo e musica non scontata; concerti con musicisti di fama europea interpretano nuove filosofie del sound.assegna annuale che si svolge nella città irpina. Quest’anno, tra i protagonisti, vedremo Pasquale Innarella e Francesco Lo Cascio duo, i Sinjarmajazz New Edition e gli Open Jam. All’interno del Carcere Borbonico ci saranno inoltre laboratori di improvvisazione voluti fortemente da “Fond Mus It”, la cui direzione artistica di Francesca Brini, permetterà a musicisti dai 7 anni in su, di interfacciarsi nei vari orizzonti musicali anche grazie alla supervisione di artisti importanti. “Avellinojazz 2013” non sarà solo musica – ha concluso l’organizzatore e musicista Godas – ma anche arte grazie all’esposizione delle opere di Abdel Hadi, talento iraniano che rappresenta la donna nelle sue forme più sublimi”.

A prendere la parola poi è stato l’Assessore Cignarella che ha motivato la sua presenza per rimarcare l’importanza di realizzare una sinergia tra comune, enti pubblici e organizzazioni private volte alla nascita e alla permanenza nel lungo periodo di eventi così importanti per una città come quella di Avellino. “Il territorio – secondo l’assessore – ha necessità di iniziative continuative più che sporadiche per dare un seguito agli intenti insiti in tali tipologie di kermesse”.

Nel merito della logistica dell’Avellinojazz 2013 è intervenuta la Lenzi: “Siamo cresciuti insieme a questa iniziativa che inizialmente aveva carattere pioneristico e sperimentale, ma che dopo anni di perfezionamento è divenuta una solida certezza nel panorama culturale musicale di Avellino. Questi 15 giorni di manifestazione costituiscono il successo di un impegno ventennale. Si può fare sempre meglio ma la fiducia data dai privati che economicamnete ci hanno aiutato, ci sprona ad un rinnovamento continuo. Noi della Soprintendenza capiamo l’utilità che tali iniziative rivestono in una piccola provincia ma ci scontriamo spesso con normative molto severe impartiteci dal Ministero dei Beni Culturali. Su di noi – ha concluso la soprintendente Lenzi – pesa quindi la riuscita dell’evento; ecco perchè cerchiamo di modulare i vincoli legislativi ad un tessuto più di nicchia come quello avellinese”.

di Valentina Illiano

(di seguito le interviste a Godas, Cignarella e alla Lenzi)

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