Difesa Grande: notte di veglia, in attesa dei compattatori

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Ariano Irpino – Notte di veglia per Ariano Irpino. Aggrappati al filo della speranza, gli amministratori del comune ufitano hanno tentato il tutto per tutto fino a tarda sera per scongiurare l’inevitabile. All’opera, un geologo, un agronomo e un chimico nominati dall’amministrazione Gambacorta per effettuare prelievi nell’estremo tentativo di strappare il Tricolle dall’ultimo ‘tiro’ di Catenacci. Ore concitate che hanno visto scendere in piazza ieri mattina il sindaco, gli amministratori e le associazioni ambientaliste. Non solo. Durante le celebrazioni eucaristiche neanche i parroci si sono sottratti dall’incitare la popolazione a rimanere vigile. Campane, sirene, megafoni… ad annunciare l’imminente arrivo dei compattatori ‘obbligati’ a sversare i rifiuti provenienti dalla lavorazione dei Cdr di Pianodardine, Casalduni e Battipaglia. Tesi confermata anche dalle disposizioni dell’Asa che avrebbe dato il via libera -già da sabato- alla raccolta del pattume presente lungo le strade irpine. Sul fronte giudiziario, il Parlamentino arianese ha giocato tutte le sue carte: a cominciare dall’infruttuoso vertice con il Procuratore Romano che, pur valutando l’ipotesi di porre sotto sequestro lo sversatoio (in quanto oggetto di una inchiesta giudiziaria), si è detto scettico sull’esito, garantendo, però, un capillare controllo sui rifiuti. In attesa Gambacorta e co. hanno impugnato davanti al Tar del Lazio l’ordinanza di riapertura. “Il provvedimento firmato da Catenacci è immediatamente esecutivo – ha ribadito l’assessore del Comune ufitano, nonché consigliere provinciale Generoso Cusano –. Stiamo lottando contro il tempo in attesa di trovare una soluzione che impedisca la riapertura di Difesa Grande… rinnovando a tutti i cittadini, di Ariano e delle contrade, l’appello a rimanere in allerta”. (mari.mo)

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