Irisbus, Altieri (Uilm):”Anche Letta non intende disporre Piano Tpl”

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Avellino – “L’incontro che si è tenuto presso il Ministero per lo sviluppo economico per la Irisbus di Valle Ufita ha evidenziato come anche questo governo come i due precedenti, non ha alcuna intenzione di predisporre un piano nazionale per il trasporto pubblico su gomma”. Così in una nota Nino Altieri della Uilm irpina.

“Gli appelli lanciati in questi mesi e le passerelle politiche pre elettorali di molti leader politici, tra questi anche l’attuale presidente del consiglio, avevano caricato l’incontro odierno di ben altre aspettative. Ci si aspettava un confronto vero su come questo governo intendesse rilanciare il trasporto pubblico su gomma provando a salvaguardare un settore industriale importante come quello della produzione di autobus, che di fatto sta saltando in Italia. Ancora una volta abbiamo dovuto prendere atto di una prerogativa Italiana che accomuna sia gli esponenti di destra che di sinistra e cioè che le cose dette nelle campagne elettorali appena giunti al governo volano via come il vento. Va bene la disponibilità raccolta da tutti i soggetti al tavolo per ottenere un altro anno di cassa integrazione, ma rimane a questo punto da costruire un’ipotesi industriale che quasi certamente non sarà sorretta da scelte del governo finalizzate a stanziare quelle risorse necessarie per la sostituzione dei circa ventimila autobus obsoleti che circolano per le città Italiane. Vogliamo sperare che l’esame della mozione sulla Irisbus dei prossimi giorni promossa dai parlamentari Irpini possa scuotere e sensibilizzare il governo affinché si prenda coscienza che il rilancio della politica industriale nel nostro Paese per essere credibile non può rinunciare all’unico stabilimento, peraltro posizionato nel mezzogiorno, dedicato alla costruzione degli autobus”.

“C’è’ il timore inoltre che dopo gli incontri programmati per il mese di Settembre e l’ottenimento dell’ulteriore anno di cassa integrazione la vertenza possa tornare nel dormitorio in attesa di manifestazioni di interesse da parte di nuovi imprenditori facendo venire meno quell’impegno della politica a sforzarsi più concretamente per il raggiungimento di una soluzione. Da queste preoccupazioni nasce la necessità da parte di tutti, soggetti Istituzionali, politici e sindacali di non far calare l’attenzione sulla vertenza ma sollecitarla e caldeggiarla fin quando non si intravede una soluzione certa”.

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