Avellino – “Parliamo oggi di un amico vero, un uomo educato e onesto, non solo un sindacalista impegnato ma una persona stimata dai colleghi e dai lavoratori. E’ l’esecutivo Cisl che più mi tocca”. Così Mario Melchionna, segretario generale Cisl Irpinia-Sannio ha aperto la conferenza stampa in memoria di Vincenzo Somma, dirigente del sindacato scomparso di recente. Assieme a Melchionna erano seduti al tavolo gli altri 4 segreatari confederali della Cisl Irpinia-Sannio, Clorindo Sullo, Tonia De Giuseppe, Attilio Petrillo e Antonio Follo.
“Uomo dalle grandi bataglie, quelle vere di un tempo – ha proseguito Melchionna – dove si arrivava anche allo scontro acceso per far valere i diritti dei lavoratori; Somma è stato il vero interprete di questo sindacato e la storia ha dato e darà quello che lui ci ha lasciato. Ha raggiunto le più alte cariche in 50 anni di carriera, senza attaccarsi alla gloria della poltrona: segretario nazionale della Fisba, segretario generale Cisl Campania e segretario Cisl Avellino. Nonostante i tanti riconoscimenti è rimasto persona umile e leale. ‘Enzuccio’, così ero solito farsi chiamare – ha affermato il segretario visibilmente commosso – ha risolto sul campo i problemi dei lavoratori e delle persone che gli chiedevano aiuto; stimato dalle più alte cariche politiche come Nicola Mancino e Ciriaco De mita, ha saputo guadagnarsi senza gesti eclatanti il rispetto e la stima di tutti. Vincenzo Somma mi ha trasferito il vero modo di fare sindacalismo, ecco perchè abbiamo deciso di dedicare a lui la sala dove in questo momento stiamo parlando; una sala che è stata teatro delle sue lotte passionali e delle battaglie a fianco dei lavoratori e dei precari che vedevano violati i loro diritti”.
Al termine del suo intervento Melchionna ha consegnato alla figlia di Somma due targhe commemorative, la prima firmata dallo stesso Melchionna, l’altra dalla segretaria generale della Cisl Campania Lina Lucci, assente per motivi istituzionali. Le parole della donna sono state brevi ma cariche di orgoglio: “Questo lavoro va fatto non per visibilità personale ma per quello che si riesce a fare e papà c’è ancora per ciò che ha dato e che ha fatto”.
(di Valentina Illiano)
