Bollette Acs non chiare, la Federconsumatori ricorre al Prefetto

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La Federconsumatori CGIL di Avellino chiede al Prefetto ed all’Autorità garante, di fare chiarezza e di imporre all’Alto Calore Servizi di offrire maggiore trasparenza agli utenti in merito alle voci introdotte, senza alcuna concertazione con le associazioni degli utenti, nelle ultime fatture.
L’organizzazione sindacale sottolinea quelle che sembrano essere irregolarità nel calcolo dei consumi e dunque degli addebiti agli utenti.
“Abbiamo registrato – dice Fiorentino Lieto, responsabile Federconsumatori CGIL di Avellino – le numerose lamentele degli utenti irpini, in merito alla variazione della tariffa, che da giugno è stata trasformata sulla base del consumo effettivo, rispetto al criterio precedente del minimo impegnato. Inoltre, a partire dal primo giug,no 2013 si chiede agli utenti di versare un deposito cauzionale pari a 45 euro, contrariamente a quanto previsto dalla stipula del contratto. In mancanza di una qualsiasi forma di concertazione con i rappresentanti degli utenti che possa far prefigurare un accordo, non è dato capire e sapere se tale deposito cauzionale sia dovuto in forma annuale oppure solo in avvio di nuovo contratto. Inoltre, non si capisce il versamento della cauzione quale funzione dovrebbe avere. Altre società (ENEL, SIDIGAS) che erogano servizi chiedono, all’atto della sottoscrizione di contratto, la quota del deposito cauzionale, che viene restituita alla sua cessazione. In questi casi, le suddette Società hanno, però, una libera concorrenza di mercato, pertanto l’utente è libero di poter cambiare gestore senza rispettare le iniziali clausole contrattuali, potrebbe, perciò arrecare un danno economico all’Ente erogatore del servizio”.

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