Lavoro, Landini (Fiom) e il vice ministro De Luca ad Avellino

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Avellino – “L’idea della FIAT che si possa tenere fuori dalle fabbriche un sindacato dalla storia ultracentenaria e legittimato dalla maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici metalmeccaniche è maldestramente naufragata con la pronuncia della sentenza pronunciata il 3 luglio dall’alta corte”. Così in una nota Sergio Scarpa, numero uno della Fiom irpina.

“La Corte Costituzionale ha dato ragione alla FIOM e ha ritenuto illegittima l’esclusione della stessa dagli stabilimenti del gruppo FIAT in quanto in netto contrasto con i principi della carta costituzionale. Ormai anche la Fiat e il suo amministratore delegato Sergio Marchionne devono rendersi conto della necessità di una norma che sancisca in maniera inequivocabile criteri certi di rappresentanza.

La Fiom, anche alla luce della sentenza di ieri e del recente accordo interconfederale sulla rappresentanza e sulla rappresentatività, ribadisce la necessità di una legge che rende esigibili attraverso il voto della maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici degli accordi che riguardano i loro diritti e la loro condizione lavorativa.

Sergio Marchionne dovrebbe prendere atto che lo scontro da lui intrapreso con la complicità delle altre organizzazioni sindacali e controproducente per la stessa Fiat oltre a non dare rassicurazioni occupazionali ai lavoratori.

Ora la FIAT non ha più alibi, chiediamo al governo di convocare immediatamente un incontro per aprire una discussione vera al fine di salvaguardare e rilanciare un settore industriale fondamentale per l’intero sistema industriale e per l’intera economia dell’Italia e della nostra provincia.

Alla FMA oramai siamo giunti al quarto anno di ammortizzatori sociali con una media lavorativa di cinque giorni al mese con una incertezza produttiva che permane nonostante i roboanti annunci sui nuovi motori amplificati dal sindacalista di turno.

I lavoratori dell’indotto Fiat nella nostra provincia vivono una pesante condizione dovuta al massiccio ricorso alla cassa integrazione e a un preoccupante futuro occupazionale.

Alle ultime vertenze sindacali in Irpinia legate al gruppo FIAT, che ha già comportato oltre 100 licenziamenti dei lavoratori dell’ASTEC, i 35 della LOGI-SERVICE, gli 11 lavoratori della ex FMA, si aggiunge infine la decisione dell’ASM di licenziare oltre 100 lavoratori per mancanze di commesse FIAT.

Senza dimenticare i licenziamenti degli 81 lavoratori della TECNOSTAMPI, i 51 lavoratori della STAMPERIA IRPINIA, gli 80 della Cablauto e gli oltre 250 lavoratori della ex ALMEC dove ad oggi solo 90 sono stati ricollocati presso la SIRPRESS.

Non va dimenticato infine che oltre allo stabilimento di Termini Imerese e alla CNH di Imola la Fiat ha già chiuso 3 stabilimenti in Italia. Per la Fiom la vertenza Irisbus non è per niente conclusa perché non intendiamo rassegnarci all’idea che in Italia non si devono produrre più autobus e chiediamo che il governo scongiuri queste concrete eventualità attraverso politiche di investimenti che puntano al rilancio del piano per il trasporto pubblico ed ecologicamente sostenibile.

Per questa ragione martedì 9 Luglio alle ore 10 presso il carcere Borbonico ne discuteremo con Maurizio Landini e il vice ministro dei trasporti De Luca e con tutta la rappresentanza politica ed istituzionale della nostra provincia“.

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