Taekwondo Avellino: a Formia una grande festa dello sport

0
119

Una grande e indimenticabile festa: è racchiusa in queste poche parole l’essenza del Torneo Kim e Liù. Protagonisti indiscussi dell’evento i 2000 bambini che, sabato 15 e domenica 16 giugno, hanno letteralmente preso d’assalto il Centro di preparazione olimpica “Bruno Zauli” di Formia. E, con loro, i maestri, i tecnici, i genitori e gli amici. In tutto circa 5000 persone hanno aderito all’iniziativa della Fita (Federazione Italiana Taekwondo) che di anno in anno raccoglie sempre più consensi, una gara di combattimenti e forme, riservata alle classi cadetti “A” e “B”, Esordienti “A” e “B” di tutte le cinture e gradi. Presente anche l’Irpinia, con una nutrita rappresentanza di giovanissimi atleti e ancor più accompagnatori, grazie all’A.S.D. Taekwondo Avellino del maestro Alfonso Iuliano.

La carovana irpina, composta dalla scuola del Country Sport di Picarelli e dalle sedi distaccate di Solofra e Mirabella Eclano, ha portato tutto il suo entusiasmo e la sua vivacità all’interno del Centro Zauli. Una bella “macchia” biancoverde che, incurante del sole e del caldo, non ha smesso un momento di incoraggiare i piccoli taekwondisti a dare il meglio di sé sul tatami (a parte una meritata pausa pranzo e un più che meritato bagno ristoratore nelle acque del litorale laziale). Un po’ di sano agonismo si sa, non guasta, ma la parola d’ordine, nel corso della due giorni, è stata: divertimento.

Ed ecco che per riscaldarsi, prima delle gare, i baby atleti si sono scatenati sui gonfiabili messi a disposizione dalla Fita. E pazienza se alla fine a qualcuno è mancato il fiato durante il combattimento: vincere, in questi casi, non è di certo la priorità. Per tutti i 21 piccoli allievi dei maestri Alfonso Iuliano, Antonio Romano, Enrico Di Pietro e dell’allenatore Antonio Iuliano, l’evento di Formia è stata la prima occasione di affrontare un avversario sul tatami. Qualcuno si è tirato indietro, qualcuno c’è rimasto male perché non ha vinto, ma l’affetto dei maestri e dei genitori, il calore (non solo dal punto di vista climatico) che si respirava tra i quadrati di gioco, hanno fatto sparire qualsiasi accenno di broncio dal viso dei bambini. Un autografo, una stretta di mano, una foto, lo stage con i campioni del Taekwondo presenti (Leonardo Basile, Mauro Sarmiento, Carlo Molfetta) o leggende come il Maestro Park e, di nuovo, un salto sui gonfiabili, sono bastati a far tornare subito il buonumore. Grande anche il senso di unità della squadra: appena finito un combattimento, atleti e genitori si spostavano immediatamente su un altro campo gara (otto in tutto), per sostenere i compagni impegnati in altre sfide.

“E’ un’esperienza che ogni anno propongo ai miei ragazzi di fare – dichiara il Maestro Iuliano -. Una due giorni come quella del torneo Kim e Liù serve a far avvicinare anche gli indecisi al taekwondo. La Fita, infatti, nel corso dell’evento, ha organizzato degli incontri con i genitori, con lo scopo di spiegare quanto sia importante per i bambini praticare questo sport. Considerando l’entusiasmo che ho visto all’interno del mio gruppo, sempre più unito, direi che la Fita ha colto nel segno. Al di là del divertimento – continua Iuliano – sono fiero degli atleti che sono riusciti a salire sul podio, e lo sono altrettanto di chi ha deciso di affrontare per la prima volta un avversario pur senza vincere alcuna medaglia. Lo stesso vale per chi non se l’è sentita di combattere e ha dato comunque il proprio sostegno ai compagni. Perché alla fine – conclude – ognuno ha dato il meglio di sé. Stiamo lavorando per formare dei futuri campioni. Non tutti lo diventeranno, ma tutti porteranno con sé il ricordo di questa meravigliosa esperienza”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here