Ariano Irpino – Difesa Grande, gli affondi di Caso

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Ariano Irpino – Il Sindaco Domenico Gambacorta ha convocato una seduta straordinaria di Consiglio Comunale per sabato mattina alle ore 10.30. All’ordine del giorno un unico argomento: Difesa Grande. Insomma, si è messa in moto la ‘macchina’ per contrastare l’ipotesi paventata dal Commissario per l’Emergenza Rifiuti in Campania, Corrado Catenacci. Se ieri Gambacorta, attraverso un volantino-comunicato ha invitato la cittadinanza “…a reagire con forza a questo sopruso verso la popolazione arianese” ed ha sollecitato la Provincia “…ad attivarsi con atti concreti perché si adoperi per il pieno rispetto del deliberato recentemente assunto dal Consiglio Provinciale – ovvero il secco ‘no’ alla riapertura di Difesa Grande”, oggi sulla questione rifiuti interviene Michele Caso della Cisl. “In Campania resta solo la provincia di Avellino a dover provvedere all’individuazione di un nuovo sito. Salerno e Benevento hanno già fatto la loro parte e da mesi si sapeva che a metà settembre la discarica in località Tre Ponti a Montesarchio, dove tuttora vengono trasferiti i rifiuti dell’avellinese lavorati al Cdr, sarebbe stata chiusa”. E ieri l’ennesima conferma che è stata data proprio da Catenacci che ha indicato nel 21 settembre il giorno di chiusura e, quindi, tra meno di una settimana l’ipotesi della riapertura di Difesa Grande potrebbe diventare realtà. “Tre Ponti è ormai saturo. – Spiega Caso -. Non può continuare ad accogliere foss e sovvalli. Non ci sono più scusanti per l’Irpinia: la Provincia è in netto ritardo con la realizzazione del sito in località Ischia a Savignano Irpino. Sito ritenuto idoneo da tecnici nominati dalla Presidente De Simone. L’Irpinia deve avere il proprio sito, non può continuare ad ‘approfittare’ di altre discariche. Il problema reale è che se prima la gestione dei rifiuti in Campania era nelle mani della camorra e non vi erano lamentele da parte di nessuno. Oggi che è la politica a gestire il tutto, le mobilitazioni di protesta ci sono e continueranno ad esserci comportando notevole ritardi e rallentamenti. Ed il caso Savignano ne è la dimostrazione. Ed ecco spiegato il diktat di Catenacci. Ed ecco il perché Difesa Grande – conclude Caso – è stata nuovamente chiamata in causa”. (di Emiliana Bolino)

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