Nitto Palma: “Caldoro sollevi incompatibilità di Taglialatela”

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Accoglie con piacere la nomina di assessori per Fulvio Martusciello e Daniela Nugnes, ma Nitto Palma, coordinatore regionale del Popolo della Libertà, non manda giù la doppia delega nelle mani di Pasquale Sommese, eletto con l’Udc. Se da una parte Caldoro in Giunta ha ridimensionato il partito centrista, il referente degli azzurri in Campania non la pensa in questo modo: “Siamo assolutamente contrari al raddoppio delle deleghe a Pasquale Sommese, credo che sia stata un’operazione intelligente, ma che forse appartiene un po’ a quella politica che tutti critichiamo. Formalmente abbiamo un assessore in meno espressione dell’Udc e uno in più del Pdl, ma Sommese con tutte quelle deleghe è un bi-assessore”. Sul piatto anche il nodo Taglialatela, assessore all’Urbanistica, eletto tra le fila di Fratelli d’Italia alle scorse politiche che non ha ancora sciolto la riserva sulla propria decisione. “Abbiamo fatto una diffida a Taglialatela – ha riferito Nitto Palma – ed è stata inviata una lettera ai presidenti della Camera, Laura Boldrini, e della Regione quindi sono entrambi ufficialmente informati. A loro tocca l’obbligo giuridico di sanare questa illegalità che va contro la Costituzione. Caldoro al di la del ritiro delle deleghe se vorrà potrà convocare Taglialatela dargli i giorni di rito e definire la questione. Non è più possibile che la gente si ostini ad avere due poltrone: non è eticamente accettabile e porta acqua al mulino dell’antipolitica. E se la questione non sarà risolta entro la prossima settimana i consiglieri regionali su input del partito assumeranno le decisioni del caso, a iniziare dalla mozione di sfiducia nei confronti di Taglialatela per arrivare chissà dove”. Ma le parole di fuoco continuano, Trombetti nel mirino: E’ un assessore tecnico, noi ritenevamo che la vicepresidenza dovesse spettare a uno dei partiti. Caldoro è iscritto al Pdl e al Nuovo Psi e ha in Consiglio un gruppo che si chiama Caldoro presidente. La rivendicazione del ruolo di vice anche al Pdl mi sembrava corretta ma le decisioni sono state diverse. Non c’erano patti, la linea che ho rappresentato a Caldoro era quella concordata con il gruppo. Caldoro ha deciso rapidamente per motivazioni sue disattendendo le diverse opinioni che avevamo i consiglieri e io.

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