Avellino – Ferraro (Prodest): “Partiamo dalle periferie”

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Avellino – Parte da questo assunto l’analisi di Paolo Ferraro, ideatore e candidato nella lista PRODEST (civica che appoggia il candidato a sindaco Nicola Battista), per le prossime elezioni amministrative del consiglio comunale di Avellino. Il giovane è residente nella frazione che si affaccia ai piedi del monte Partenio, ha sempre vissuto a Valle e della zona conosce a mena dito pregi, difetti, bellezze e disagi. Il suo impegno politico nasce dalla volontà di dare un contributo, massimo, allo sviluppo di una zona che negli anni ha visto il perpetrarsi di un’urbanizzazione selvaggia che ha dato pochi benefici alla parte storica della frazione che porta ancora i segni delle ferite inferte dal sisma del 1980.

“Non ho alcuna intenzione di aprire polemiche, sono convinto che il dialogo e il confronto delle idee sia la strada giusta per poter raggiungere obiettivi importanti. Valle non è solo il posto dove sono cresciuto, tutta l’area, per me è casa mia. Conosco bene le peculiarità della zona che in passato rappresentava il fiore all’occhiello della città ed era crocevia del turismo religioso verso Montevergine. Oggi tutte queste attrattive sono diventate appannaggio dei comuni limitrofi che hanno un bel daffare per districarsi tra servizi pressoché inesistenti o poco competitivi. Allora mi chiedo, perché non far tornare la comunità di Valle ai suoi antichi fasti? Sviluppando quanto di buono abbiamo sul nostro territorio, senza aspettare che le proposte piovano dal cielo”.

Un intervento a tutto campo quello di Ferraro che continua: “Gli spazi disponibili all’aggregazione, oggi, sono pochi e curati male. Abbiamo un campetto polivalente che aspetta ancora collaudi e la chiusura di un iter burocratico per essere messo a disposizione di tutti, magari che potesse essere gestito da gente del posto. Ci sono tanti ragazzi che sono disoccupati, insomma, basterebbe semplicemente organizzarsi e le cose potrebbero funzionare nella maniera giusta”.

Ferraro è rappresentante dell’Associazione per la promozione del territorio Valle, ci tiene in prima persona a dare lustro alla frazione. Da alcuni anni collabora con gli organizzatori degli eventi ludici storici, come la festa parrocchiale, le iniziative natalizie e altri appuntamenti della tradizione vallese: “Ed è anche per questo motivo – spiega – che ho avuto modo di rendermi conto di quanti problemi la gente di Valle sia costretta a vivere. Mi riferisco, e penso spesso a questo, agli insediamenti abitativi nati dopo il sisma. Non è concepibile che nell’era digitale ci siano ancora famiglie che vivono in prefabbricati pesanti con rivestimenti in amianto. Un conduttore che non solo è dannoso per la salute di chi ci abita ma anche per chi respira le sue polveri sottili. Discorso, diverso, invece, per le zone rurali. Ponticelli senza un’adeguata urbanizzazione, Contrada San Marco con un’illuminazione pubblica che definire insufficiente è solo un eufemismo. Ritengo sia giunto il momento di dare voce a tutte le istanze di chi abita e vive a Valle”.

E le zone rurali attanagliate anche da un altro fenomeno increscioso: il deposito indiscriminato di rifiuti solidi urbani ingombranti: “Ponticelli rappresenta il cuore pulsante di un centro storico che oramai è ridotto al lumicino. All’ingresso di questo meraviglioso borgo c’è un ponte che è divenuto ricettacolo di ogni sorta di rifiuti. Queste sono le cose che dobbiamo arginare, i problemi da risolvere sul serio. Prima con un’adeguata sensibilizzazione dei cittadini, in secondo luogo con un adeguato piano di videosorveglianza». E ancora prima di chiudere si sofferma ad un pensiero rivolto ai vallesi: «Da quando non esistono più le circoscrizioni, Valle non ha più avuto un punto di riferimento sul territorio, è sempre stata terra di conquista di una politica mordi e fuggi, presente solo nel momento delle votazioni. Ecco, io sono residente a Valle, non ho alcuna intenzione di andare via e di fuggire dai miei obblighi morali e materiali, prima di tutto da cittadino, in secondo luogo da impegnato in politica”.

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