Terzo mandato tra ‘brutte sorprese’ e interpretazioni

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Avellino – “Il sindaco e il consiglio comunale, il presidente della Provincia e il consiglio provinciale durano in carica per un periodo di cinque anni. Chi ha ricoperto per due anni consecutivi la carica di sindaco e di presidente della Provincia non è allo scadere del secondo mandato immediatamente rileggibile alle medesime cariche. È consentito un terzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto una durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno per causa diversa dalle dimissioni volontarie”. L’art. 51 del Tuel parla chiaro e infligge il colpo di grazia a tutte le fasce tricolori al terzo mandato. Qualcuno, almeno fino a ieri, lo aveva forse sottovalutato. Così come in un certo qual modo era stata presa sotto gamba la sollecitazione partita dal Prefetto Costantino Ippolito. Poi la legge ha ‘sentenziato’ ed ha stretto intorno al suo giogo le sorti del sindaco di Sirignano Antonio Napolitano. Uno dei quattro irpini insieme ad Eugenio Salvatore, Vito Vingo e Giovanni Colucci. Non solo. Sono stati, in apporto alla sentenza, trasmessi gli atti alla Procura per accertare eventuali ipotesi di reato nei confronti di chi, in un modo o nell’altro, ha contribuito alla ‘non consentita’ rielezione. Una sentenza, quella emessa dal Tribunale di Avellino, che costituisce un inequivocabile precedente e offusca le teorie basate sulla sicurezza che i sindaci avevano addotto quale forma di ‘autorizzazione’ alla propria posizione. Più che una giustificazione, il laser della ‘discolpa’ era stato puntato contro un divieto considerato sotto molti aspetti antidemocratico. E se il caso Sirignano da oggi in Irpinia fa testo, esistono in Italia ulteriori precedenti che contribuiscono ad arricchire i dossier di cui può avvalersi la magistratura. “Due sindaci calabresi, tanto per cominciare, sono indagati proprio per aver assunto l’incarico al terzo mandato. Fra questi anche il sindaco di Taurianova, noto per la sua attività contro la ‘ndrangheta. La magistratura di Palmi finora era stata l’unica ad avere avviato un’iniziativa penale nei confronti dei sindaci eletti al terzo incarico. Nei confronti degli altri sono aperti sei procedimenti, ma avviati dalle Prefettura in base all’art. 70 del testo unico per gli enti locali relativo all’azione per far decadere il sindaco”. Provvedimenti che non ammettono repliche e che forse sono stati ignorati, senz’altro in buona fede, da chi ha creduto fermamente nella discrasia dell’art. 51. E sembra, inoltre, che la sentenza di cui il foro irpino si fa carico, per alcuni tratti vada controcorrente. Se da un lato, infatti, il Ministro Giuliano Amato dopo una prima apertura sulla questione ha mostrato di voler procedere con i piedi di piombo, dall’altro dopo le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Roma Walter Veltroni, sembra che da destra a sinistra si sia avanzata la richiesta di varare al più presto il decreto legislativo per l’abrogazione del limite. (di Manuela Di Pietro)

L’Anci continua la sua battaglia

Sabato l’incontro con l’on. Enzo Bianco, presidente della Commissione Affari costituzionali
Terzo mandato: l’Anci continua la sua battaglia. Secondo Amalfitano, coordinatore nazionale della Consulta dei Piccoli Comuni, sollecitato dalle ultime dichiarazioni di Veltroni, scende nuovamente in campo contro “una grave disparità tra le cariche elettive, che va al più presto rimossa”. “Credo che il sistema Italia abbia subito seri danni da questo divieto del terzo mandato, perchè c’è bisogno di municipalità stabili e forti e non si capisce perchè questo sia precluso dalla legge”. La limitazione, infatti, “… avrebbe dovuto essere solo l’inizio di una serie di provvedimenti normativi estesi ad altre cariche, ma tale impegno è rimasto lettera morta”. Il tema sarà affrontato nella prossima Conferenza nazionale dei piccoli comuni dell’ Anci promossa per venerdì e sabato prossimi a Rocca di Mezzo, L’Aquila. In questa occasione si attende la partecipazione di Enzo Bianco, presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, che dovrebbe annunciare il calendario delle discussioni sul tema. Per una revisione delle norme sul terzo mandato infatti a inizio estate erano già state presentate 14 proposte di legge.

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