D’Ercole e il paletto “solo io candidato”. Pdl sfoglia la margherita

0
146

Popolo della Libertà con il nodo candidato sindaco. O meglio con il paletto Giovanni D’Ercole che forte dei suoi dieci anni di opposizione vuole l’investitura a sindaco. E’ irremovibile la sua posizione: non un passo indietro ma neanche di lato. Ma intanto nel partito berlusconiano si continua a discutere. Si cerca l’uomo migliore capace di andare oltre il semplice apparato partitico. La partita è importante, al Comune di Avellino una giunta di centrodestra non c’è mai stata e nel torpore politico che si vive in città, la scalata non è impossibile. Si vuole tentare la scalata vincente come nel 2009 alla Provincia. Ma bisogna ora ragionare e fare le scelte giuste, anche perchè lo scontro interno non aiuta, ma soprattutto indebolisce, facendo il gioco del centrosinistra che tra varie ferite, potrebbe “avere” l’aiutino proprio dalla diaspora interna aperta da D’Ercole che rivendica per la sua persona il ruolo di sindaco, senza neanche prendere in considerazione altri figure interne al partito oppure della società civile. Una linea va tratteggiandosi, il solco ormai c’è: D’Ercole tra poche ore sarà costretto a fare il passo decisivo. Non c’è concordia sulla sua candidatura all’interno del Popolo della Libertà. E cosa farà? Dimostrerà di essere uomo di partito continuando a militare nel Pdl, subendo le scelte degli altri, oppure avrà lo scatto “finiano” e si costruirà qualcosa di suo e tenterà di mettere il bastone tra le ruote al centrodestra, pur di vendicarsi di uno “sgarbo” politico che sa tanto di finiana memoria? Le ipotesi sono tante, le dichiarazioni si rincorrono. C’è chi allude addirittura di aver allacciato contatti con gli adepti di “fermare il declino”, con gli scontenti del Pdl, avendo già ben due liste a sostegno di coloro i quali già nell’ultima tornata politica volevano mettere in difficoltà le scelte del partito principale del centrodestra. Sembra di rivivere le ore concitate delle candidature alle elezioni politiche di febbraio, quando addirittura si ventilava di una candidatura di Franco D’Ercole con Fratelli d’Italia al Senato. Una “guerra” che non ci fu, poichè al presidente dell’Alto Calore indicato dal Pdl dopo le elezioni regionali, non venne assicurata una posizione utile di elezione da parte di Cirielli. Chissà cosa sarebbe successo se fosse avvenuto il contrario. Non è che al secondo giro di elezioni, vedremo un altro film?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here