“Contrapporre il proprio nome – come ha fatto Giancarlo Giordano neo deputato di SEL – ed indicarlo come nome salvifico per i destini della città di Avellino, non mi sembra sia un contributo serio e costruttivo al fine di dare vita ad una coalizione di centro-sinistra che voglia effettivamente mettere mano e risolvere i guasti prodotti proprio dalle giunte di centro-sinistra degli ultimi 10 anni. Non si può prescindere da una discussione sul merito delle questioni, innanzitutto la questione urbanistica, quella ambientale e quella del lavoro e della miseria crescente della popolazione che è una vera e propria emergenza cittadina. Con tutto il rispetto per tutti, autoproporsi o usare parole come “atto di amore per la città”, danno proprio il senso della lontananza dalla realtà di chi appena entrato in parlamento si sente già investito di una missione taumaturgica. Non credo sia così. La politica è una cosa seria. I troppi pagliacci e giocolieri che la popolano hanno stravolto anche il comune sentire delle persone. Innanzitutto per noi ci sono i programmi ripartendo dal basso, dai cittadini perchè da questa situazione si può uscire solo insieme e buttando via definitivamente l’idea dell’uomo solo al comando che tutto vede e che tutto provvede. Basta con i podestà, di destra o di sinistra che siano. E’ l’idea del sindaco podestà che è all’origine della crisi economica politica e morale che stanno attraversando i comuni italiani ed il comune di Avellino in particolare. Ed è ora che una vera Rivoluzione Civile parta proprio dalle prossime elezioni comunali”. E’ la dichiarazione di Giovanni Sarubbi Segretario provinciale del Partito dei Comunisti Italiani
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